La new wave italiana (parte seconda)

La new wave italiana (parte seconda)

8 Ottobre 2021 0 Di Gli Epicurei

Continua il viaggio alla riscoperta di alcuni artisti della newwave nostrana e delle loro produzioni più interessanti (qui la prima parte), e oggi incontriamo i Decibel e Ivan Cattaneo.
I milanesi Decibel, nati come Champagne Molotov (che sarà anche il titolo del primo disco da solista di Enrico Ruggeri, voce della band) propongono uno stile provocatorio tra post-punk (echi dei Devo), cabaret alla Marlene Dietrich, rock demenziale e pop ricercato: un bell’esempio di come si può essere pop e aristocratici al tempo stesso.
Nell’album Vivo da re, oltre alla title-track, spiccano Il mio show, Pernod, Sepolto vivo, una versione in “stile Ramones” di Ho in mente te dell’Equipe 84, ma soprattutto Contessa, uno dei brani storici del rock italiano della prima metà degli anni ottanta. Il loro primo album Punk riscosse poco successo sia tra la critica che il pubblico, ma rimane sempre molto ricercato dai collezionisti (500 euro di valutazione. Per quel che mi riguarda, può aspettare).


Il bergamasco Ivan Cattaneo all’età di tredici anni dichiarò la sua omosessualità, e nelle sue canzoni questo tema ritorna spesso accompagnato da critiche alla società e messaggi di pace; questi temi molto evidenti nell’album Urlo del 1980, disco molto bello, sospeso tra glam rock, punk e un pizzico di revival, uno stile che negli anni successivi lo porterà ad un grande successo (indimenticabile la sua versione di Una zebra a pois). Nell’album spiccano brani come Pupa, Madame satan, Cha cha Che Guevara e in particolare Polisex uno dei primi brani italiani a trattare il genere sessuale. Inoltre Ivan Cattaneo è anche uno stimato pittore.

Altre due perle del panorama musicale italiano da ascoltare.

(Cristian Borghini)