L’autunno che non viene

L’autunno che non viene

29 Settembre 2021 0 Di Gli Epicurei

La mia prossima speranza è riposta in domenica 3Ottobre. C’è la seria possibilità che si sviluppi una perturbazione di quelle serie, di quelle che portano un po’ d’aria fresca vera, e che si possa cominciare a indossare cardigan, giacche e pantaloni un po’ più pesanti. Perché io, di dormire in biancheria intima e scoperta non ne posso più. Di questi tempi, almeno l’anno scorso, il lenzuolo lo mettevo. Quest’anno è un’occasione. Per tacer del copriletto.
E sono circa tre anni che non uso la trapunta invernale.

Che il mio rapporto con l’estate sia conflittuale, a voler essere generosi, è stranoto a chi mi conosce. Il periodo peggiore è la metà di Giugno, il momento in cui mi rendo conto che ci sono ancora due mesi e mezzo da sopportare di quello strazio. Perché io, lo giuro, ogni anno cerco di partire preparata. Perché lo so che ci sono le ore di luce infinite e la completa mancanza di intimità, e il casino e i posti che eviti, e le ricerche affannose per un po’ di pace e di silenzio, e allora davvero parto con i buoni propositi, tipo: Quest’estate faccio questo, scrivo quest’altro, imparo quello; ma poi, appunto a metà giugno, a prescindere dalla quantità di caldo, che soffro tantissimo comunque, ogni mio piano si rivela completamente inutile, perché c’è luce, c’è confusione, non c’è aria. E purtroppo ci sono dei motivi personali che mi impediscono di scappare su un eremo perso in un bosco isolato dal mondo da giugno a metà settembre, quando potrei sentirmi pronta a tornare alla mia vita normale.

Anche perché poi sono due o tre anni che settembre, il mio amato settembre, mi tradisce. Certo, dalle sei in poi l’aria si fa un pelo più dolce, e le luci sono belle già da metà agosto, il sole tramonta a un’ora abbastanza ragionevole, si cena che fa già quasi buio, ma l’aria frizzantina di settembre manca già da qualche anno, per tacere della meravigliosa malinconia di fine agosto che ormai esiste solo nella memoria mia e di pochi altri.
Tocca posticipare, acchiappare ogni misera forma di godimento possibile e aspettare l’apoteosi della felicità ancora un altro mese.
E aspettare con le dita incrociate la possibile perturbazione di domenica 3 Ottobre.

(Chiara)