La New Wave italiana

La New Wave italiana

22 Settembre 2021 0 Di Gli Epicurei

Nella canzone Centro di gravità permanente, Franco Battiato nominava alcuni generi musicali che non amava, tra cui la New wave italiana. Invece io credo che questo periodo musicale, che va a cavallo tra gli anni 70/80 abbia portato alla ribalta ottimi musicisti e dischi pregevoli. Tra questi ci sono Fausto Rossi, che nel periodo citato aveva adottato il nome di Faust’O, e Garbo.

Il primo nasce nel Friuli, è ispirato dalla decadenza newyorkese di Lou Reed, dalle sonorità della trilogia berlinese di David Bowie e da John Foxx, primo leader degli Ultravox. Nella mia discografia ho il primo album Suicidio, che già dalla copertina rimanda a Bowie ed è un album davvero interessante, all’interno del quale spiccano la title-track, Godi e Benvenuti tra i rifiuti.

Garbo invece è lo pseudonimo di Renato Abate. La scelta del nome viene fuori da un episodio avvenuto in un ufficio anagrafico dove Abate notò molti nominativi di cognome Garbo, e decise che, se fosse diventato un musicista professionista, si sarebbe chiamato così. La sua musica è un misto di pop colto, decadenza e sperimentalismo letterario con un occhio alla commercialità. Anche di lui ho il primo album A Berlino… va bene  dove l’ispirazione viene su tutto dalla trilogia berlinese di Bowie (Heroes, Low e Lodger) ma anche dai Japan di David Sylvian. Di notevole pregio anche qui la title-track, C’est la vie, On the radio e In questo cielo a novembre. Nel 1984 incide Fotografie che contiene la bellissima Radioclima con cui partecipò al Festival di Sanremo vincendo il premio della critica.

Entrambi gli artisti continuano tutt’ora la loro carriera. Ascoltate queste due perle della musica italiana… con buona pace di Franco Battiato.

(Cristian Borghini)