Bob Dylan ne fa 80

Bob Dylan ne fa 80

24 Maggio 2021 0 Di Gli Epicurei

Di Bob Dylan, che ha fuso musica e poesia a un livello tale da vincere il Nobel per la letteratura nel 2016, ho ventun album, e ancora devo cercare alcuni tasselli che ritengo importanti, e che spero di recuperare a una qualche fiera del disco; intanto, oggi, parlerò di tre dischi tra i miei preferiti.

Highway 61 Revisited (1965)
Secondo album della “svolta elettrica”, preceduto da Bringing it all back home e seguito da Blonde on blonde, Highway 61 Revisited fece infuriare i puristi del country, quelli che vedevano in Dylan un nuovo messia della musica popolare americana; contiene pietre miliari della storia del rock come Like a rolling stone e Desolation Row, reinterpretata dal nostro Fabrizio De André, con il titolo Via della Povertà.

Mama’s in the fact’ry, she ain’t got no shoes
Daddy’s in the alley, he’s lookin’ for food
I’m in the kitchen with the tombstone blues

Blood on the tracks (1975)
Questo è un album meno rivoluzionario del precedente ma altrettanto riuscito, e bellissimo, uno dei massimi capolavori di Bob Dylan; non ne parlo molto perché ne ho già parlato in occasione dei suoi 45 anni, ma riproporlo fa sempre bene.

Idiot wind
Blowing through the flowers on your tomb
Blowing through the curtains in your room
Idiot wind
Blowing every time you move your teeth
You’re an idiot, babe
It’s a wonder that you still know how to breathe

Infidels (1983)
Questo fu il primo disco che comprai di Bob Dylan, probabilmente perché erop rimasto colpito dal primo videoclip ufficiale del cantautore, ovvero quello di Jokerman, una canzone stupenda come tutto l’album.
Infidels è considerato il ritorno dell’autore alla musica “laica” dopo la conversione al cristianesimo e tre album “evangelici”: Slow train coming (1979), Saved (1980) e Shot of love (1981); io ho i primi due e li ritengo album decisamente sottovalutati.
Tornando a Infidels, si tratta di un’opera molto rock incentrata sull’amore e l’abbandono, e oltre alla già citata Jokerman, spiccano I and I, Neighborhood bully e Sweetheart like you.

Jokerman dance to the nightingale tune,
Bird fly high by the light of the moon,
Oh, oh, oh, Jokerman.

E questo è quanto, ovviamente ho fatto una scrematura, e aggiungo qualche altro titolo per completare la panoramica: Blonde on Blonde (1966), The times are changin’ (1964), Planet waves (1974) Street legal (1978), questi due troppo poco considerati, e il suo ultimo vero capolavoro, Oh mercy; per chiudere, vi consiglio di leggere Bob Dylan, il fantasma dell’elettricità di Marco Rossari, vera e propria storia di una passione che condivido completamente.

(Cristian Borghini)