Il mondo è fuori sesto: “Il sole si spegne” di Osamu Dazai

Il mondo è fuori sesto: “Il sole si spegne” di Osamu Dazai

17 Maggio 2021 0 Di Gli Epicurei

All’improvviso mi domandai se la mamma avrebbe potuto essere felice, ora, se la sensazione delle felicità non somigliasse all’oro che riluce appena, affondato nel fiume del dolore. Se il senso di quella strana, pallida luce, quando ormai abbiamo valicato tutti i confini dell’angoscia, lo si può chiamare senso di felicità, allora l’imperatore, la mamma e io stessa possiamo dirci felici.

La scrittura di Osamu Dazai è di una bellezza assoluta, di un lirismo e di un nitore spaventoso, straniero e strano, di una commozione totale, di un dolore che somiglia tanto all’illuminazione, e che forse ne è il suo preludio.
Dazai è il cristallo in mezzo alla mandria dei cavalli galoppanti della Storia, del Mondo, del Tempo, e tuttavia, questa delicatezza estrema, questa fragilità autodistruttiva non viene raccontata con toni piagnucolosi o lamentevoli, ma con una dignità, una voglia di trovare un senso, addirittura di imporsi attraverso il biasimo altrui che rivela una forza adamantina, addirittura indistruttibile.

Il sole si spegne è il racconto degli ultimi giorni di una famiglia aristocratica in declino, della difficoltà che hanno i rampolli ad adattarsi al mondo e agli altri, a costruire relazioni sane e a trovare un loro equilibrio all’interno di un mondo che nel migliore dei casi li compatisce, nel peggiore li disprezza.

Sai mamma, da poco ho scoperto l’unico lato in cui gli esseri umani differiscono completamente dagli altri animali. L’uomo ha, che io sappia, lingua, conoscenza, princìpi e ordine sociale, ma forse non posseggono questi doni anche gli animali, pur ammettendo un differenza di grado? Forse gli animali hanno anche una religione. L’uomo mena vanto di essere il re del creato, ma può sembrare che, in sostanza, non differisca affatto dagli altri animali. Tuttavia mamma, c’è una diversità alla quale ho pensato. Forse tu non capisci… È una facoltà assolutamente esclusiva dell’uomo e consiste nell’aver segreti. Capisci quel che voglio dire?

Dazai è uno scrittore di una pulizia spaventosa, di una trasparenza che diventa lente d’ingrandimento per guardare il mondo e sgomentarsi delle sue storture, ma, ribadisco, senza farsi distruggere da queste. Quella di Dazai è la forza dell’escluso che accetta e si riconosce nel suo fallimento, e che impara a utilizzare la propria solitudine (etica, culturale, esistenziale) per concimarsi, e forse rigenerarsi a nuova luce.
Anche attraverso l’annientamento di sé.

(laChiara)