Essere: “Possiamo essere tutto” di Francesca Ceci e Alessia Puleo

Essere: “Possiamo essere tutto” di Francesca Ceci e Alessia Puleo

12 Aprile 2021 0 Di Gli Epicurei

La cosa che più mi ha colpita di questa storia è la sensazione di calore, quasi di coccola, che emana. Dai disegni, dalle frasi, dalle risoluzioni dei piccoli conflitti quotidiani, dalle frustrazioni che nascono da una burocrazia assurda, dalle incomprensioni che nascono dallo smettere di vedere una persona come tale per trasformarla in rappresentante di una data cultura; perché alla fine Possiamo essere tutto, edito da Tunué, è un inno alla complessità, alla voglia di combattere i preconcetti, alla voglia non tanto di normalizzazione (che fa rima con appiattimento) ma al riconoscimento che forse certi schemi mentali sono, appunto, schemi, semplificazioni di una realtà che invece è tanto stratificata, e tanto stimolante.

La sensazione che emerge leggendo la candida e complicata quotidianità dei Fares, famiglia di origine marocchina che vive in Italia da molti anni e raccontata con una grazia incredibile da Francesca Ceci e Alessia Puleo, è che ci stiamo perdendo un’occasione di ricchezza incredibile, e parlo da un punto di vista egoistico, perché alla fine, come ho scritto al paragrafo precedente, siamo tutti persone, e sarebbe davvero affascinante esplorare con mente pulita il racconto di chi costruisce sé stesso attraverso i punti in comune di due tradizioni (Amal), o di chi ha le idee chiarissime ma non può realizzarle per motivi meramente burocratici (Raja), o di chi ha affrontato una scelta di vita difficile e ponderata, ma priva di disperazione (i due genitori); e la cosa veramente splendida, quella che tocca il cuore del lettore, è lo sguardo limpido del piccolo Hadi, che introduce tutto e la cui semplicità è davvero una speranza, non tanto per la risoluzione di una data situazione, quanto piuttosto per un cambio di sguardo, di rapporto, per giungere a un qualcosa di più umano e più bello per tutti.

Alla fine più che il concetto di accoglienza o integrazione, quello che a mio parere spicca in Possiamo essere tutto è il suggerimento di una forma di emancipazione che nasce dall’affrontare i conflitti e le beghe quotidiane a viso aperto, aprendo le orecchie a chi ci parla e parlando noi per primi, spiegandoci, illustrando la nostra visione e, mantre la illustriamo, svilupparla, senza paura, con pazienza e coraggio; perché alla fine siamo persone, e molto, quasi tutto, di ciò che concerne la nostra vita dipende da noi.

(laChiara)