Estasi: “Danza per bestie selvatiche” di Eva Grieco

Estasi: “Danza per bestie selvatiche” di Eva Grieco

22 Marzo 2021 0 Di Gli Epicurei

Forse qualcosa si muove, evviva!
E quando qualcosa si muove produce rumore, sconcerto, dubbi.
Solo pochi mesi fa ci facevamo sorprendere assolutamente impreparati al Nobel a Louise Gluck, poi abbiamo guardato con sospetto e tenerezza una giovane e risoluta Amanda Gorman portare la poesia ad un evento pubblico di eco mondiale.
Questi tempi triti hanno bisogno di poesia, sempre, costantemente come fosse una medicina.
Io stessa ho bisogno di pensieri poetici, per sopravvivere al brutto, alla noia.

Io sono la nebbia
Adesso che il desiderio
Ha trovato uno spazio
E si annida
Dove sensi di colpa
Si alternano a lucide verità
I desideri ci muovono
Ci agiscono

Ho avuto il privilegio di leggere Danza per bestie selvatiche di Eva Grieco ed è stato come leggere parole che avrei scritto io, se solo sapessi scrivere poesia.
Mi piace nel titolo la parola “danza”, so che l’autrice è anche una danzatrice, perché la danza rappresenta un modo tutto particolare di vivere il corpo, che è come una nazione dai confini invisibili.
Sono versi che mi restituiscono sensazioni corporee: odori, suoni, sapori sono palpabili.
Mi è piaciuta molto l’ultima parte del libro, quella dell’intimità familiare, in cui scompare vergogna e riserbo; il corpo è ancora protagonista, in attesa dell’ultimo viaggio, un corpo fallace e forse ancora più vero.
Il mistero della morte svela il senso della vita: avere sempre un’immensa gratitudine, per chi non c’è più e per chi ancora è fra noi.

Anna è vuota
Non è più lì dentro
Le articolazioni si fanno pietra
La pelle
Neve
Somiglia già a uno scheletro qualunque
Non è più lei
Ma è ancora bellissima.

(Francesca Maggi)