Incantamenti: “Ombre Giapponesi” (Lafcadio Hearn)

Incantamenti: “Ombre Giapponesi” (Lafcadio Hearn)

29 Gennaio 2021 0 Di Gli Epicurei

C’è questa idea di ordine, di compostezza, di ciò che deve essere fatto e di scorrere naturale della vita, in questi racconti tradizionali riscritti e in parte reinventati da Lafcadio Hearn, che strega: in Ombre giapponesi chi racconta, la vicenda raccontata e la lettura della stessa si armonizzano in un quadro coerente che è ulteriore motivo di incanto.
È un qualcosa di difficile da spiegare, e che mi richiama alla mente le illustrazioni e la composizione degli haiku: un insieme di elementi perfettamente armonico e dal sapore naturale, in cui nessuna componente sovrasta le altre e in cui l’equilibrio non è mai statico o definitivo, ma sempre sul punto di sciogliersi e poi ricostruirsi in una nuova forma, altrettanto eterna, precaria e bellissima.

Pericolosa avrebbe potuto essere soltanto l’ultimissima intenzione di quel tizio; e quando l’ho sfidato a darmi una prova, ho distolto la sua mente dal desiderio di vendetta. È morto con il fermo proposito di mordere la pietra; proposito al quale è riuscito a tener fede, ma nulla più. Il resto deve averlo dimenticato… Non c’è perciò bisogno di angustiarvi più per la questione.

Gli elementi che compongono questa deliziosa raccolta sono un’introduzione adorante, dei racconti folkloristici, uno sguardo innamorato, una voce delicata e intimamente straniera a ogni cosa, una visione assolutamente personale ma perfettamente accettante di ciò che lo circonda e una postfazione che regala altre suggestioni: e grazie al cielo la coerenza del tutto è salva, e sono salve quelle imperfezioni che fanno parte della vita e delle cose vive, cose che rendono questa raccolta un piccolo capolavoro e non una miniaturina immobile e sterile.

Non è gentile affliggersi per i morti. La loro strada silenziosa passa sopra il Fiume di Lacrime; e quando le madri piangono, la corrente di quel fiume sale e le anime non possono passare, ma sono costrette a vagare su e giù.

Il fatto è che io, si sarà capito, ho trovato Ombre giapponesi una deliziosa folgorazione, e ancora mi sto chiedendo come abbia fatto a vivere senza Lafcadio Hearn fino ad oggi.
E allora un nuovo proposito per l’anno nuovo: recuperare il tempo perso.

(laChiara)