Significare qualcosa (una riflessione)

Significare qualcosa (una riflessione)

20 Gennaio 2021 0 Di Gli Epicurei

Nella sua discussione sull’autobiografia di Gandhi, George Orwell esprime ammirazione per il coraggio di Gandhi ma è infastidito dal suo rifiuto di relazioni speciali – di amici e famiglia, di amore romantico e sessuale. Orwell descrive questo aspetto come “inumano”, e va avanti dicendo: «L’essenza di essere umani sta nel fatto che non si cerca la perfezione, che a volte si è disposti a commettere peccati per amore di lealtà, che non si spinge l’ascetismo al punto in cui diventa impossibile avere rapporti amichevoli, e che alla fine si è preparati ad essere sconfitti e fatti a pezzi dalla vita, che è il prezzo inevitabile da pagare per legare il proprio amore ad altri individui»

Questo brano è tratto da Contro l’empatia di Paul Bloom, di cui ho già parlato in precedenza, e io non sono del tutto d’accordo con George Orwell. Anzi, a dirla meglio, credo che la questione sia posta della maniera sbagliata.

È un po’ che ci penso su, e più questa percezione delle cose mi sembra stretta, piccola. Il fatto è che io sono sinceramente convinta che ci siano persone che hanno chiarissimo il loro scopo e le loro priorità, che vivono la loro vita immersi in un senso di missione e di significato che li divora e loro non ci possono fare niente. La loro chiarezza mentale e spirituale è tale che la loro scala di valori è completamente incomprensibile alla nostra, e allora noi rimaniamo perplessi, o addirittura sdegnati, come Orwell.
Che poi è la stessa identica riflessione che faccio quando salta fuori che il tale grande aveva dei difetti spaventosi, o non era una brava persona. Voglio dire, siamo creature complesse, e magari quello che facciamo non è esattamente in linea con l’ideale di ciò che dovremmo essere.
Tutto qui.

Che poi io sono profondamente convinta che questo modo di vivere, il modo di vivere dominato da un’impellenza e dalla sensazione di dover fare quella specifica cosa, di doversi dare a quello scopo esatto e solo a quello, accada quello che accada, sia il modo più sano e completo di vivere. Sicuramente quello più ricco.

Che poi, magari, l’illuminato (perché a mio parere di quello si tratta), potrebbe cercare di capire che il suo modo di sentire non è quello altrui e che le esigenze “normali” non corrispondono alle sue è un altro discorso, ma alla fine anche chi se ne importa.

Tutti noi viviamo, tutti noi bruciamo, tutti noi ci spegneremo. Bruciare per un motivo, a mio parere, è molto meglio che bruciare perché si deve, o perché si è accesi.
Tanto, alla fine, le cose sono sempre quelle.

(laChiara)