80Zappa

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21 Dicembre 2020 0 Di Gli Epicurei

Avevo 19 anni, o giù di lì, e la mia curiosità musicale era in piena evoluzione ed espansione. Ascoltavo molto rock, conoscevo bene i cantautori italiani e il sound della West coast americana. Cominciavo ad approcciarmi al progressive rock e al rock psichedelico. Poco blues e niente jazz (questi due generi verranno approfonditi in seguito). Conoscevo già bene figure autorevoli e miliari della musica (Bob Dylan, Van Morrison, Neil Young, Tom Waits, giusto per citare alcuni nomi), ma in testa mi frullava questa frase sentita non so dove e detta non ricordo da chi: “Da una parte c’è la storia del rock e dall’altra c’è Frank Zappa”.
Un bel giorno, quindi, andai in un negozio di dischi e mi feci indicare il settore (enorme!) a lui riservato nella scansia dei vinili, e con grande imbarazzo della scelta, uscii tutto felice dopo una ventina di munuti con la mia busta con Frank all’Interno. Arrivai a casa con Weasels ripped my flesh, disco con in copertina un fumetto nel quale un uomo si fa la barba, si graffia con un rasoio elettrico con all’estremità un furetto e nomina il titolo.
Già da questo particolare capii a che tipo di ascolto sarei andato incontro.


Ne uscii un po’ frastornato, tra sperimentazione mista a canzonette e slanci anarchici, ma ne rimasi affascinato. Di li a poco Frank scomparse prematuramente a soli 52 anni, e quando cominciai ad approfondirlo con maggiore passione, compresi la sua grandezza e il vuoto che lasciava: perché era sui generis, mischiava il free jazz con la disco, la dodecafonica e il pop, si era dedicato al musical grottesco ed era affascinato dalla musica da orchestra.
I miei album preferiti restano Freak out, omaggio alla follia divertita condita da vena anarchica e Hot rats. album dove blues, jazz e sperimentazione si fondono in un ascolto di altissimo livello (Peaches en regalia è una delle cose più belle che abbia mai ascoltato!), tutto strumentale ad esclesione del brano Willie the Pimp, che vede la collaborazione di Zappa con un altro grande artista e amico (a volte sì e a volte no): Captain Beefheart.

Spesso irriverente nei confronti dei colleghi che si prendevano troppo sul serio e contro l’industria musicale, Zappa era una persona gentilissima, a detta di chi lo ha conosciuto. A difesa della musica ci fu un episodio molto importante nel 1985: Ebbe un diverbio con il P.M.R.C (Parents Music Resource Center) un’associazione che sottoponeva a rigidi controlli i brani musicali che avrebbero potuto offendere il buon costume. Lui ed altri artisti (tra cui il cantante country John Denver), furono convocati dal Senato statunitense: L’evento ebbe un impatto mediatico notevole che mobilitò i mass media e fu seguito da milioni di americani. Il discorso di Zappa fu polemico e pungente e fece riferimento al primo emendamento della costituzione, quello sulla libertà di espressione.
Perché ho scritto tutto questo? Perché oggi Frank Zappa avrebbe compiuto ottant’anni.

(Cristian Borghini)