And so this is Lennon

And so this is Lennon

8 Dicembre 2020 0 Di Gli Epicurei

John Lennon è stato ammazzato 40 anni fa, e c’è stato un periodo in cui l’ho amato molto, soprattutto dai quattordici ai sedici anni, più per ciò che rappresentava che per ciò che era: un’idea di libertà, anticonformismo, un certo stile, una cultura che su di me, all’epoca aveva un ascendente incredibile.

L’innamoramento per Lennon, come tutto l’amore adolescenziale, almeno nel mio caso, è stato più un fatto di proiezione che di conoscenza, un misto di ammirazione, scontento per la propria vita, aspettative deluse e mancata integrazione nel proprio contesto; a breve, infatti, sarebbe stato affiancato da molti altri, ma soprattutto Franz Kafka e Jim Carrey, che trasmetteva, anche nei suoi film più insignificanti, una rabbia che io facevo mia, e che mi faceva sentire meno sola e più dalla parte della ragione nei confronti del mondo.
Ma, poco da dire, John Lennon è stato l’inizio di tutto.

Adesso l’ho molto ridimensionato, gli voglio bene e mi fa molta tenerezza, soprattutto per quel suo essere stato un’antenna che captava tutti gli umori di una cultura ma troppo disorganizzato, emotivamente e caratterialmente, per trasformarli in qualcosa di programmatico e “compiuto”, ma semplicemente (che poi semplicemente fino a un certo punto, dato che ancora adesso tocca fantastiliardi di persone) riverberandoli, e rendendoli ancora più potenti; da parte mia, penso a lui come a qualcuno che mi ha lasciato un lascito emozionale e ispirazionale immenso, che però deve essere rielaborato e incanalato in maniera efficace per migliorare il modo in cui vivere la vita.

E niente, concludo confessando che forse la parabola di Lennon, per me, è stata la parabola di Imagine, che ho adorato e che ora trovo bellissima ma che mi emoziona molto meno, mentre preferisco, del personaggio e della sua produzione solistica, un brano molto più scanzonato, allegro e leggero; e allora chiudo con la mia canzone lennoniana preferita, Instant Karma.

(laChiara)