Godard 90

Godard 90

3 Dicembre 2020 0 Di Gli Epicurei

Con mia grande vergogna, ammetto di aver visto pochissimi film di Godard, e di aver amato con tutte le viscere solo Fino all’ultimo respiro, che ho visto una volta sola pur avendolo in DVD, e quasi quasi in questi giorni me lo rivedo.
il fatto è che Fino all’ultimo respiro è un film di una freschezza tale che sembra girato l’altro ieri, Jean Paul Belmondo è bellissimo e i capelli di Jean Seberg sono ormai leggenda, e poi c’è quest’aria tesa e tersa, elettrica di tempi morti che però sono pieni di significato, queste icone tutt’altro che glamour eppur glamourissime, questo fascino che ancora risulta alternativo e attualissimo dopo sessant’anni, questo incantesimo che ti prende per il collo prima che la Nouvelle Vague diventasse anch’essa manierata e smorfiosa.

Che poi io non sono una grande amante della Nouvelle Vague, I 400 colpi, per citarne un altro film manifesto, non mi fa impazzire (come tutto il ciclo di Doinel, a essere sincera); Bande à part, poi, l’ho trovato insopportabile, con l’eccezione della magnetica Anna Karina che è di una bellezza sublime, impalpabile, come quello che rende speciale i prodotti più riusciti della Nouvelle Vague; Il disprezzo mi è piaciuto tantissimo ma non ci sono morta dietro, l’ho visto in un Cineforum (che cielo quanto mi mancano) ln Centrale di Viareggio, in occasione del restauro della sua versione originale, e poi io adoro Michel Piccoli che trovo una delle creature più sensuali che abbiano mai camminato su questo pianeta.

E insomma ora sarei curiosa di vedere uno degli ultimi film di Godard, per vedere cosa combina, se ancora gioca con l’impalpabile, con quella sensualità e quell’allure strana e stordente che mi è rimasta dei suoi pochi film che ho visto, un’atmosfera e un sentire che trascendono analisi tecniche e narratologiche e diegetiche, ma che sono vita, vita, vita, e che rimangono attaccate addosso.

(laChiara)