G:li altri siamo noi “Grounds” (Idles)

G:li altri siamo noi “Grounds” (Idles)

11 Novembre 2020 0 Di Gli Epicurei

Noi amanti del grunge coltivavamo il nostro narcisismo combattendo contro mulini a vento senza mai uscire dalle nostre camerette.
Negli anni ’90 eravamo irriducibili individualisti, ma del resto quale adolescente non lo è?
Il passo successivo sarebbe dovuto essere il passaggio dall’io infantile a un noi più adulto.
Ciò purtroppo non è avvenuto, o meglio è avvenuto solo in parte e in contesti sparutissimi.
Gli Idles si danno un sacco di arie, ma in effetti sono la cosa migliore che suggerirei di ascoltare in questo strano 2020.
Ti rompono i timpani con un suono crudo, stordente, minimalista.
Pure i testi sono essenziali e diretti, politici nel senso più ampio.
Più che al dentro si guarda il fuori, una realtà senza fronzoli, a volte crudele (siamo in piena post-Brexit).
Nel video il protagonista insegue uno sconosciuto, lo raggiunge e ne viene infine sopraffatto.
Alla fine si scopre che lo sconosciuto è proprio lui stesso, perché è vero che in fondo “gli altri siamo noi”.
La resilienza, tanto amata dalla generazione Z, si fa rabbiosa ma non può portare all’ odio, un sentimento che ormai non possiamo più permetterci.

(Francesca Maggi)