Il futuro è fatto di presente ben utilizzato: “Thoreau – vivere una vita filosofica” (Michel Onfray)

Il futuro è fatto di presente ben utilizzato: “Thoreau – vivere una vita filosofica” (Michel Onfray)

9 Novembre 2020 0 Di Gli Epicurei

Thoreau – vivere una vita filosofica è un saggio biografico di Michel Onfray (pubblicato da Ponte alle Grazie), un libro che si legge in una giornata e che ha il pregio di rigirarti una pila di libri da leggere e metterti una voglia matta di leggere, e approfondire, e, perché no, anche mettere in pratica, ovviamente per quanto possibile, ciò che hai appena letto.
Che poi in realtà io non me lo sono letto ma goduto, e me lo sono goduto talmente tanto che adesso faccio fatica a tirar fuori qualcosa. 

Thoreau è stato un filosofo raro, uno di quelli che conducono vite filosofiche. Ha contemporaneamente pensato la propria vita e vissuto il proprio pensiero. Il bambino di una volta è diventato il padre dell’uomo che è stato.

il fatto è che il libro, di per sé, non è affatto esaustivo, parla poco della vita di Thoreau, l’idea che rende delle sue opere è vaga, e lo stesso vale per la contestualizzazione suo del percorso filosofico e dell’ambiente che lo circondava, ma c’è un tale amore per la saggezza, per la vita filosofica del titolo che, poco da dire, ti ci vuoi buttare anche tu, perché una vita pensata, o, meglio, una vita coerente con le idee che si hanno su di essa, appare un percorso talmente esaltante, talmente necessario per dare un senso a quello che abbiamo negli occhi, nella mente e nel cuore, da volerlo assolutamente intraprendere al di là di ogni circostanza, trascinati da un entusiasmo che chiaramente sottende una competenza, che a sua volta nutre una passione, un prendersi a pugni con i grandi, un esame e un riesame davvero trascinanti, di quelli che vuoi saperne di più, e ancora di più, e meglio.

Quello che propone Onfray (ovvero una vita intenzionale, meditata, immersa nel mondo ma al contempo abbastanza distaccata da esso da poter essere messa sotto esame) è quello che piace anche a me, quello che cerco anche io, integrando ogni forma di visione del mondo che mi sembra vera, onesta e vitale; e, tornando a bomba, c’è da dire che io di Thoreau ho letto praticamente tutto tranne che il Walden, che tengo lì in attesa del momento giusto (una cosa di me che non mi spiegherò mai, tenere da parte i libri che mi mandano vibrazioni incredibile come si tengono da parte i vestiti buoni per le occasioni speciali) e che sarà il prossimo libro che leggerò.

La morte dà senso a tutto quello che lo precede. Mancare la propria morte significa mancare la propria vita; riuscirla significa riuscire tutto. Thoreau muore bene perché ha vissuto bene.
Il fatto di aver costruito la propria vita in modo tale da doverla rimpiangere il giorno in cui sarebbe stato costretto a lasciarla prova che il filosofo ha lavorato bene ed è diventato saggio.

Ummamma, che voglia si sapere, e di vivere, che poi sono la stessa cosa.

(laChiara)