La famiglia Addams (se le case fossero di vetro)

La famiglia Addams (se le case fossero di vetro)

6 Novembre 2020 0 Di Gli Epicurei

Il celebre incipit di Anna Karenina recita: “Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a modi suo”.
La famiglia Addams sovverte questo assioma, visto che si tratta di una famiglia felice, nel suo peculiarissimo modo.
Il celebre telefilm trasmesso dalla ABC nel 1964 ci conduce nell’intimità della casa degli Addams, tetra e gotica magione, dove vivono con spensieratezza, convinti di essere la tipica famiglia americana, ribaltandone invece tutti gli stereotipi.
La loro inspiegata ed inesauribile ricchezza li mette al riparo dal lavoro, inteso anche come identificazione sociale (io sono perché produco), i loro hobby si svolgono nella sala delle torture, coltivano piante carnivore, prediligendo le spine alle rose.
Sono essi stessi dei “mostri”, personaggi non qualificabili.
Ma dietro questa apparente mostruosità si trova una famiglia affiatata, dove fra i genitori esiste una tensione erotica impensabile per i telefilm dell’epoca, dove i figli vengono ascoltati ed incoraggiati in ogni loro piccola stranezza.
L’americano medio, o l’americano medio immaginario, nei primi anni ’60 viveva in casette color pastello, con magliettine che sfornavano torte di mele, e intanto magari vivevano drammi inconfessabili.
Non ho mai creduto nella famiglia perfetta, nei giardini curati, nei grandi sorrisi.
La nonna diceva sempre “se le case fossero di vetro…” poi quella frase non la finiva mai, ma il senso era chiarissimo.

“La verità è come il vetro
Che è trasparente se non è appannato
Per nascondere quello che c’è dietro
Basta aprire bocca e dargli fiato”