Inktober – Giorno 25: Buddy

Inktober – Giorno 25: Buddy

25 Ottobre 2020 0 Di Gli Epicurei

Valentina Bertolini
Rosencrantz e Guildenstern sono morti, di Tom Stoppard.

Perché finalmente l’hanno ripubblicato.

Chiara Lecito

L’ultimo boyscout, il miglior film di Tony Scott.
Bruce Willis, ovvero l’uomo sbagliato nel posto sbagliato al momento sbagliato, è al massimo della forma, Damon Wayans spalla perfetta.
Capolavoro.

Cristian Borghini

Il grande Lebowski, dei Fratelli Cohen.
Quando un film diventa un amico.

Francesca Maggi
Fosco Mariani aprì la sua piccola palestra di pugilato alla fine degli anni ’60 nel seminterrato di un palazzone dell’estrema periferia milanese.
La città aveva voglia di crescere e così, mentre si espandeva, anche la palestra si ingrandi’, diventando in breve tempo il più grande centro pugilistico e di arti marziali della zona.
La palestra era l’orgoglio di Fosco, provava un amore che era secondo solo a quello che nutriva per l’adorato figlio Andrea.
Fin da piccolissimo Andrea, con la sua simpatia, intelligenza e straordinaria bellezza aveva messo sotto un dolcissimo giogo genitori, nonni, parenti e chiunque lo conoscesse.
Aveva forse quattro o cinque anni quando Fosco cominciò a portarselo in palestra, aveva fatto addirittura arrivare dall’America due piccolissimi guantoni, solo per lui.
Andrea si buttò anima e corpo nello sport, ottenendo brillanti risultati.
La sera rimaneva a lungo ad allenarsi con Alì, giovane tunisino, promessa della pugilistica.
Andrea ed Alì erano diversi e complementari, amici nella vite e patner nello sport.
Vederli insieme sul ring era uno spettacolo: Andrea biondo vichingo ed Alì bruno e sensuale virgulto, dalle labbra carnose e gli occhi nerissimi, di brace.
L’adolescenza è spesso un terreno sconosciuto che riserva sorprese, drammi, epifanie.
Sera dopo sera i due ripetevano la danza dei corpi, sfiorandosi e giocando a cercare i punti deboli l’uno dell’altro, ma col passare dei mesi il gioco si trasformò in un turbamento che colse entrambi di sorpresa.
Una sera, rimasti soli in palestra si toccarono in maniera del tutto nuova e, come se fosse la cosa più naturale del mondo, scivolarono l’uno nel corpo dell’altro.
Tutto questo doveva rimanere un segreto, Andrea non sapeva come avrebbe reagito Fosco, Alì sapeva invece benissimo che suo padre l’avrebbe ucciso.
Andrea Mariani si rivesti’ allora di falsa mascolinità, giocando a fare il bullo e lo sciupafemmine.
Metà delle ragazze della sua classe erano innamorate di lui, le altre lo odiavano amandolo di nascosto.
Lontano da tutto questo, la danza dei due compagni inseparabili continuò sotterranea per molti anni, in attesa un giorno di venire alla luce, come un tenero germoglio che sbuca dalla terra.