Inktober – Giorno 21: Sleep

Inktober – Giorno 21: Sleep

21 Ottobre 2020 0 Di Gli Epicurei

Valentina Bertolini
Le notti di Salem, di Stephen King

Perché non potevo leggerlo la sera ché mi faceva troppa paura.

Cristian Borghini

Non mi svegliate ve ne prego
Ma lasciate che io dorma questo sonno…

Francesca Maggi
1992
“E tu dormi, dormi
Ora i tuoi sogni volano
E tu dormi, dormi
Mentre i tuoi occhi sorridono”
Sull’autobus, con il walkman acceso, Mariacarla stava per scivolare in un piacevolissimo e meritatissimo sonno, dopo non aver chiuso occhio per quasi tutta la notte.
Il più era fatto.
La cosa più difficile era stata convincere il padre, il severissimo notaio Pizzo Torrigiani, a darle il permesso di andare alla gita di tre giorni ad Assisi.
Alla fine, dopo settimane di estenuanti tratrative la spunto’, ed ora eccola qui, in partenza, al calduccio, fuori ancora buio e nello zainetto le sue cassette preferite: Masini, Vallesi, Zarrillo ma soprattutto Vasco, colui che più di tutti sapeva parlare al suo cuore.
Ciò che rendeva la gita un evento epico, oltre al fatto di dormire fuori per la prima volta, era che sarebbe stata vicina al suo unico grande amore, Andrea Mariani.
Naturalmente si trattava di un amore platonico.
Conosceva di vista Andrea dai tempi dell’asilo, avevano frequentato le stesse scuole ma sempre in sezioni diverse, vicinissimi ma senza mai sfiorarsi.
Andrea era senza ombra di dubbio il più bello della scuola e Mariacarla provava per lui un misto di soggezione e venerazione.
Andrea in gita faceva casino, beveva birra e ci provava con tutte.
Le amiche da tempo le dicevano che Andrea era solo un bulletto, un decelebrato, ma Mariacarla era impermeabile ad ogni critica.
Tre giorni memorabili passarono troppo in fretta.
Sulla via del ritorno sedeva sola e assorta  nella sua musica.
Qualcuno si siede vicino a lei, sorride.
Andrea.
Tutti e due in silenzio per un attimo.
“Sei carina”
Come? Che dice?
In un attimo fu sopraffatta, la sua bocca aveva uno strano sapore, sigaretta, la sua lingua si faceva largo, impertinente.
Non si aspettava fosse così il suo primo bacio.
Poi le mani di lui ovunque, sul seno, fra le cosce.
Mariacarla riuscì a respingerlo, intorno risatine.
“Sei una stronzetta, sei solo una stronzetta”.

Chiara Lecito

Caro m’è ’l sonno, e più l’esser di sasso,

mentre che ’l danno e la vergogna dura;
non veder, non sentir m’è gran ventura;
però non mi destar, deh, parla basso.
Questa è la risposta che Michelangelo Buonarroti diede a Carlo Strozzi, che, per lodare La Notte, una delle prime opere dell’artista, aveva inviato una quartina per invitarla a “svegliarsi” e prendere vita; e questa risposta è una delle mie poesie preferite di sempre.

Cristian Borghini