Inktober – Giorno 18: Trap

Inktober – Giorno 18: Trap

18 Ottobre 2020 0 Di Gli Epicurei

Valentina Bertolini
Ti prendo e ti porto via, di Niccolò Ammaniti

Perché la famiglia può essere una trappola bella grossa

Chiara Lecito
Aveva ragione Frank Zappa: se vivi la tua vita dando retta a mamma, papà e al prete non ti puoi lamentare se poi ti ritrovi con una vita di merda. Il fatto è che sembra facile, solo che poi ti ritrovi a bestemmiare sottovoce pensando a Zappa, mentre stai nel negozio di articoli liturgici di mamma e papà ed evadi l’ordine del prete.

Francesca Maggi
Una volta il Del Bianco, professore di filosofia, ci spiegò la differenza fra uomo colto e uomo erudito.
In seguito lessi un’interessante frase di Umberto Eco: “Il piacere dell’erudizione è riservato ai perdenti, più cose uno sa, più le cose non sono andate per il verso giusto”.
Allora io sono una “perdente erudita”, perché mi piacciono tante cose, tutte diverse.
La trap è la musica dei perdenti e, volente o nolente è la “musica che gira intorno, quella che non ha futuro”.
È la musica che nasce ai margini, è l’inno di chi è sporco, brutto ma non troppo cattivo, perché non ne ha le risorse e forse non gli interessa.
Parla di sesso, droga e piaceri semplici, immediati e non anela a quella valenza sociale e politica del rap nudo e crudo.
Qualcuno ogni tanto pubblica un singolo più orecchiabile e viene trasmesso nelle radio, e tutto diventa banale, si appiattisce.
Il primo singolo di Young Signorino si intitola Mhh Ha Ha Ha, e quando è uscito ha unito pubblico e critica in un sentimento di disprezzo e disgusto.
Si tratta di una cantilena di singulti e lettere dell’alfabeto, in un insieme anarchico e cacofonico.
Secondo me è geniale, per lo meno è diverso.
Vinicio Capossela ha definito Signorino “l’ultimo dadaista”.
Come contraddire il buon Vinicio?

Cristian Borghini