Inktober – Giorno 10: Hope

Inktober – Giorno 10: Hope

10 Ottobre 2020 0 Di Gli Epicurei

Cristian Borghini

Gli Scorpions sono un importante gruppo heavy Metal nato in Germania nei primi anni 70, ma il destino ha voluto che il loro brano più famoso fosse una melensa ballata a tema speranzoso :-).

Valentina Bertolini
Sapiens, di Noah Yuval Harari, Bompiani

Perché c’è speranza nel futuro se studiamo un pochino di passato.

Chiara Lecito
Scrivere sulla speranza per me è complicato, perché è un concetto che odio, esattamente come quello di utopia. Odio la speranza perché significa affidare parte della propria vita a qualcosa che è fuori di sé stessi, e a mio parere è una cosa folle. Al massimo riesco a tollerare lo “speriamo in bene” scaramantico, ma poi morta lì. Mi piace pensare che ogni atto vada praticato e perfezionato per l’atto in sé, non in vista di un risultato esterno. Voglio dire, la speranza o la fede che tutto vada bene può essere un sollievo durante un percorso che noi sappiamo giusto ma che ci fa soffrire, tipo un antidolorifico, ma elevare a valore un antidolorifico, a mio parere, significa solo creare una società di drogati.

Massimo Guelfi
Autunno 1990.
..Davide con il suo enigmatico sorriso da psichiatra di successo prende la torcia e la lancia verso Maddalena appiccando il fuoco del rogo verso cui era legata assistendo in silenzio assieme a tutto il plotone incappucciato dell’inquisizione” Non si capisce se siamo nel presente o nel 1600, se nella realtà o nel sogno. “Quando le fiamme si estinguono dalla coltre di fumo che si dilegua trascinata dal vento, compare il corpo di Maddalena intatto. Tutti i presenti fuggono via impauriti dalla presenza del maligno mentre Davide rimane impassibile ad osservarla e sempre con lo stesso sorriso beffardo si perde nel ricordo del sabba della notte precedente”. Titoli di coda. “Ricordami per favore quando ti ho detto di si alla visione di questo film” – mi chiese Diego – “ma dai, non è poi così male” -risposi io con la faccia di chi voleva intendere esattamente il contrario – “mi sembrava adeguato alla festa di stasera  – continuai io cercando una flebile attenuante – “sabba notturni, streghe, peste nera..magari troviamo pure noi la nostra Maddalena? E poi era uno di quelli che ci aveva suggerito il Giannotti”. “Seee, non abbiamo studiato una pagina di storia dall’inizio dell’anno, ora vuoi prendere in considerazione i dettami del Giannotti?” Aveva ragione, quell’anno io e Diego fummo bocciati senza appello, eravamo senza speranza e fin dai primi mesi di quell’anno scolastico era chiaro quale sarebbe stato il nostro destino. Non ricordo cosa ci fosse alla base del nostro atteggiamento e se quella spinta all’autolesionismo avesse origini comuni per entrambi. Era una delle forme di protesta con cui cercavamo di esplicitare un disagio che evidentemente non poteva essere contenuto. In quella notte dove tutti cercano di spaventarti la paura più grossa era quella che veniva dal nostro interno facendoci correre in bilico su quella lama che avrebbe deciso il nostro futuro.

Francesca Maggi

Eddy Grant “Gimme hope Jo Anna”
Ricordo benissimo il momento esatto in cui sentii per la prima volta questa canzone.
Era l’estate del 1988, ero al Bagno Trieste e dopo una bella nuotata in mare stavo facendo una doccia gelata.
Dal bar del bagno proveniva questa musica allegra, questo ritmo contagioso e un ritirnello che in seguito cantai incessantemente per tutta l’estate.
Ricordo che fu un attimo di puro godimento, quei momenti fuori dal tempo, e dallo spazio.
Dopo la doccia mi guardai in un grande specchio, lì vicino al bar e mi sorpresi come se mi vedessi per la prima volta.
Vedevo un corpo seminudo e gocciolante e si materializzo’ nella mia mente la parola “ragazza”.
Fu solo per qualche istante, perché poi la nonna Raffaella venne a cercarmi, che non mi trovava più, facendomi fare la figura della scema davanti ai ragazzi del biliardino.
Tornando mestamente al nostro ombrellone ho avuto una crisi d’identità: sono una donna o una bambina?
“Né oca né uccello” avrebbe detto la Raffa.
Per quanto riguarda la canzone ho scoperto in seguito che quest’allegra canzoncina è stata a lungo un canto di libertà per il popolo sudafricano.
Buongustaia in campo musicale fin da piccola!
N.B. sono le 17.45 di giovedì 8 ottobre e sto cantando il ritornello di Jimme hope Jo Anna da venti minuti.