Inktober – Giorno 6: Rodent

Inktober – Giorno 6: Rodent

6 Ottobre 2020 0 Di Gli Epicurei

Massimo Guelfi
Inverno 2000.
Quasi al termine della mia prima riunione dei rappresentanti dei dottorandi della Scuola Galilei, fece il suo ingresso quella che poco dopo appresi chiamarsi Francesca. Dottoranda di Biologia al secondo anno, conosciuta da tutti gli altri membri più anziani del consiglio, si incamminò nel corridoio tra i posti a sedere alle mie spalle. Mi girai per salutarla proprio mentre mi transitava dietro, e vidi scorrere proprio all’altezza dei miei occhi la sua generosa quarta che spingeva in fuori pure il maglione lasciandolo discosto sul ventre. Dopo l’iniziale attimo di sbigottimento, mi resi conto che tutta la discussione sulla richiesta di ampliare l’assegno della borsa per includervi un simbolico contributo per alloggi mi sembrava un’inutile distrazione da quello che era il binario principale dei miei pensieri, e che avrei dovuto al più presto ottenere una risposta alla domanda: “maaaa..non sarà mica lei? Non è lei altrimenti mi avrebbe riconosciuto. Forse è lei ma ha preferito far finta di non conoscermi. Forse è lei..devo mandare subito un messaggio..tricordisellavola? Mi si è impappato pure il t9 maledetto, niente messaggio, devo carpire informazioni”. Mi misi spudoratamente ad origliare la conversazione tra lei ed un altro menbro del consiglio: “Seminario di passaggio d’anno…aula F..prossimo venerdì..sono la seconda del pomeriggio…Perfetto ho tutto quello che mi serve”. Tornando a casa mi ripassai mentalmente il piano perfetto: “faccio finta di essere li per assistere al seminario prima del suo e poi casualmente: Oh ma ci sei te..Non sapevo che..Non ti dispiace se..”. La settimana successiva mi presentai con un certo anticipo davanti all’aula F e lessi nella bacheca di fianco alla porta il programma dei seminari:
Ore 15:00 Denise Ghimenti discute “Gene Therapy as Future Treatment of Erectile Dysfunction: An Overview”
Ore 16:00 Francesca Biagini discute “Behavioural Biology of the Collared Lemming [Dicrostonyx Groenlandicus (Trail)]: An Analysis of Acoustic Communication”
Mi allontanai mestamente verso il mio Dipartimento ripensando a tutta la vetreria sporca che non avevo lavato per tutta quella settimana.

Francesca Maggi
Firmino, di Sam Savage, Einaudi

Davanti al banchetto dei libri usati, Michele mi da ottimi consigli e mi indirizza su cose che io, sbagliando, non sceglierei mai.
Firmino di Sam Savage si rivela infatti un piccolo capolavoro.
Parla di un piccolo ratto solitario che vive in un’ammuffita libreria di Boston e si nutre letteralmente di carta.
Strappa e mordicchia pagine di classici ingialliti e, ingurgitandoli, li assimila.
Scopre in breve che i libri più belli sono anche i più buoni, e ciò che nasce dal bisogno di non morire di fame diventa una ragione di vita.
Firmino non esce mai nel mondo esterno, ma diventa un fine conoscitore degli umani attraverso la letteratura.
Antieroe d’altri tempi, la sua vita finirà con la demolizione della vecchia libreria.
Il mondo cambia in fretta e c’è sempre meno posto per anacronistici “topi di biblioteca”.

Cristian Borghini
La Topolino amaranto è un brano di Paolo Conte tratto dall’album omonimo del 1975 (c’è un altro album che si chiama Paolo Conte del 1984 – a case discografiche e autore piace giocare con l’ascoltatore e confonderlo). Il brano parla di un personaggio che, nell’estate del ’46, invita a sorvolare sulle ferite della guerra, e

Bionda, non guardar dal finestrino
Che c’è un paesaggio che non va
È appena finito il temporale e sei case su dieci sono andate giù

Meglio che tu apri la capotte
E con i tuoi occhioni guardi in su
Beviti sto cielo azzurro e alto
Che sembra di smalto
E corre con noi
Sulla Topolino amaranto
Si va che è un incanto
Nel ’46
Buon ascolto 🙂

Valentina Bertolini
Fiori per Algernon, di Daniel Keyes, TEA edizioni.

Perché alcuni topini sono evidentemente più intelligenti di molti esseri umani.

Chiara Lecito
C’era questa mia compagna di classe che aveva dei criceti, e ogni giorno mi raccontava di come questi criceti facessero del sesso selvaggio. La femmina, mi diceva, era sempre spompata dalle pretese insaziabili del suo compagno, che un giorno, a un certo punto, ha smesso di desiderarla perché era rimasta incinta. Quando poi lei ha partorito, lui ha ucciso tutti i figli, e poi è tornato a montarla di nuovo. Era una dinamica che lei trovava interessante.
Ho rivisto questa mia compagna qualche giorno fa. Non ha più criceti, ma si è molto appassionata alla tragedia classica di stampo senechiano.