Un addio consapevole: “Hurt” (Johnny Cash)

Un addio consapevole: “Hurt” (Johnny Cash)

29 Settembre 2020 0 Di Gli Epicurei
“I hurt myself today
To feel if I still feel
I focus on the pain
The only thing that’s real”

Johnny Cash fu una vera icona americana, la voce del country, autore e attore prolifico, il solo e unico “man in black”.
Nel 2002 reinterpreta Hurt una canzone del 1994 dei Nine Hinch Nails, e ci lascia, facendone suo il testo, un vero e proprio testamento. Cash morirà di lì a poco, subito dopo l’amatissima moglie June.
Conoscevo bene la versione originale contenuta nell’albm The Dawnward Spiral, perché l’amico D. me ne aveva fatto una copia e me ne aveva imposto l’ascolto.
La canzone è un intimissimo sussurrato, che si inserisce in quel filone di pessimismo adolescenziale tanto caro a noi ragazzi degli anni ’90, a suggello di una carrellata di suoni industriali e iconoclastici versi gridati che provengono dalle viscere dell’anima.
Cash se ne appropria e trasforma in capolavoro quel che già era perfetto.
È il canto di un uomo che si avvicina alla morte, ed è pronto ad abbracciarla.
Il video del brano è struggente: lo stesso Cash, con il suo volto segnato da rughe profonde, canta nella sua vecchia casa di Nashville, di fronte a un banchetto intatto, ma inesorabilmente al suo termine; si alternano scene della carriera e della sua vita privata.
“What I have become
My sweetest friend
Everyone I know
Goes away in the end”.

La casa, che era diventata un museo, andrà a fuoco di lì a pochi anni.
Quandi tutto scompare, rimane solo la musica.
(Francesca Maggi)