Allegria: “Introduzione al mondo” (Idolo Hoxhvogli)

Allegria: “Introduzione al mondo” (Idolo Hoxhvogli)

28 Settembre 2020 0 Di Gli Epicurei

Introduzione al mondo – Nozioni minime sopra gli spacciatori di felicità di Idolo Hoxhvogli, pubblicato da Scepsi e Mattana, è una strana opera composta una serie di frammenti narrativi che ripropongono una realtà ridotta ai minimi termini e privata delle sue sovrastrutture; e questo con un’asciuttezza allusiva e tuttavia esauriente, tanto che il lettore si trova a sbocconcellare un senso di consapevolezza che sa tanto di conferma/rivelazione un po’ ironica, un po’ amareggiata, comunque grottesca.

Mentre la calca turba, il singolo trebbia l’alfabeto di una lingua non opacizzata.

Il fatto è che i brani di Hoxhvogli hanno questo sentore metafisico che se da un lato è estremamente agile, dall’altro è talmente pastoso e denso da non consentire una lettura continuata, ma anzi esige di essere degustato e digerito; pertanto la lettura dell’opera si dilata, e si ha l’impressione di viaggiare attraverso un arcipelago le cui isole appartengono tutte alla stessa bandiera e che diventano man mano più aspre, meno ospitali ma al contempo più belle. 

La lettura di Introduzione al mondo non è una lettura piacevole ma è ipnotica: per continuare il paragone con l’arcipelago, ogni tanto si sente il bisogno di ritornarvi, per risentire cose che si sanno già e renderle ancora più nette, e si ha l’impressione di farsi una nuotata in acque talmente limpide da essere gelide, e tuttavia da queste si esce rigenerati, e l’aria diventa più tersa, e respirabile a pieni polmoni.

Le parole del medico lo rasserenano. Prende una pastiglia, non sente più nulla. Non sentire più nulla, questa è l’Introduzione al mondo.

Mi rendo conto che non ho fatto il minimo cenno a ciò che il libro racconta, ma il fatto è che si tratta di un’opera talmente esperienziale che è meglio tacerne; mi limito a dire che Introduzione al mondo è un viaggio in un paese nostro eppure sconosciuto, con delle leggi e delle usanze estranee eppure riconoscibili, e popolato da persone strane e quotidiane. E qui mi fermo, rimandando ai brani che l’autore, qualche tempo fa, ha avuto la volontà di condividere con noi, ringraziandolo ancora e augurandogli un buon lavoro per la sua prossima opera.

(laChiara)