Matematica e spiritualità: “Lateralus” (Tool)

Matematica e spiritualità: “Lateralus” (Tool)

24 Settembre 2020 0 Di Gli Epicurei

Nei primi anni 2000 l’amico D. si era messo in testa di volermi istruire a un certo tipo di rock alternativo, di cui egli era un raffinato estimatore.
In realtà questa sorta di “educazione” fu reciproca e in un breve lasso di tempo ci scambiammo una notevole quantità di dischi ma anche, e sopratutto, di libri.
Fu grazie a lui che mi riavvicinai ai romanzi di Milan Kundera, l’autore che poi negli anni diventò il mio feticcio.
Io ricambiai facendogli conoscere Murakami.
Alla fine di questi scambi, quando non ci fu più nulla di nuovo da scoprire, mi disse che finalmente ero pronta per ascoltare i Tool.
Fresco della sua laurea in ingegneria, a D. piaceva a volte fare il professorino e mettersi in cattedra per “spiegarmi le cose”, e io lo lasciavo fare, perché mi faceva anche un po’ tenerezza.
E allora iniziò un lungo pippone, su come il ritmo della canzone Lateralus si basasse sulla sequenza di Fibonacci: “La senti la sillabazione? Corrisponde alla sequenza 1 1 2 3 5 8 13… Fibonacci! Ascolta! Ti senti avvolgere dalla Spirale? Ascolta i colori!”.
Io i colori non li sentivo, come si fa ad ascoltare i colori di una canzone?
Non ci capivo nulla, ascoltavo in silenzio e lo lasciavo parlare, perché in fondo era così carino.
Le canzoni dei Tool le ho capite dopo, molto dopo, quando non ne avevo più bisogno, come avviene spesso che non si riesca a cogliere le cose giuste, al momento giusto, come un frutto troppo acerbo.
Ti distrai un attimo, e non rimane niente.

(Francesca Maggi)