Recensioni elementali – Fuoco: “La figlia” (Clara Usón)

Recensioni elementali – Fuoco: “La figlia” (Clara Usón)

17 Settembre 2020 0 Di Gli Epicurei

Avete la certezza che la vostra nascita non sarà stata invano: come l’albero sradicato, lascerete un vuoto, il mondo intero, l’universo, tutti gli universi, piangeranno la vostra perdita e io stesso, Dio, non trovo consolazione.

lo dice l’autrice Clara Usón nell’introduzione: La figlia, edito da Marsilio, nasce dallo sguardo adorante della ragazza e dalle lacrime asciugate con il fazzoletto del macellaio; e la Usón scrive e racconta tutto quello che sta in mezzo, ovvero il brusco risveglio da quella adorazione e la sua conseguenza, che causerà quel versamento di lacrime.

Ana Mladić va in viaggio a Mosca e scopre la verità su suo padre; torna, prova a riprendere la sua vita e poi prende la decisione più radicale, forse l’unica che poteva prendere. Nel frattempo Danilo Papo racconta e affronta la guerra in Bosnia, e lo fa con il suo sguardo di outsider consapevole di essere un’invenzione, un personaggio nato con un background tale da riuscire a dare la giusta prospettiva e a rendere la giusta angoscia davanti al riconoscibile ma sempre agghiacciante inferno della guerra.

Il fatto è che La figlia, al di là di una trovata nella sua conclusione che mi ha dato abbastanza sui nervi, è un romanzo su ciò che non è stato narrato ma che ha influito sugli eventi, sulle zone buie, sulla parzialità della visione, sulla scoperta di ciò che si è e di ciò che sono gli altri e del mondo che ci circonda, sulla necessità e la difficoltà di uccidere quel che si è immaginato e quel che si è progettato per fare spazio a ciò che è vero, anche se questo consiste in un nulla che risucchia ogni prospettiva.

Perché Clara Usón va a scavare in quel buco nerissimo che aleggia due forme di amore totale e profondissimo, un buco che finisce per inghiottire tutto, perché alla fine, per quanto una persona possa essere scissa, alla fine c’è un bisogno di unità, di coerenza, di solidità con cui bisogna fare i conti; e allora l’amore, quell’amore che nel video che precede questo pezzo quasi annichilisce e atterrisce chi vi assiste, è un qualcosa che divampa e consuma, che illumina solo parzialmente le nostre grotte interiori e ci dà una prospettiva falsata; e però quando questo fuoco di spegne, ecco che non rimane nulla.
F
orse solo l’invenzione.

(laChiara)