Libri che potete leggere solo se ve li presto io: “Gli strumenti delle tenebre” (Anthony Burgess)

Libri che potete leggere solo se ve li presto io: “Gli strumenti delle tenebre” (Anthony Burgess)

11 Settembre 2020 0 Di Gli Epicurei

Ho trovato “Gli strumenti delle tenebre” a Pisa, al costo di 50 centesimi, e l’ho comprato per il titolo, per il nome dell’autore e perché ispirato alla vita di William Somerset Maugham che, come chi mi conosce sa, è uno dei miei idoli letterari. Praticamente, se invece che 50 centesimi fosse costato 50 euro, l’avrei comprato lo stesso.

Il romanzo segue l’intreccio delle vite di uno noto scrittore omosessuale non dichiarato, Kenneth Marchal Toomey, e di suo cognato, Don Carlo Campanati, destinato a diventare papa, e la grandezza di questi due personaggi è tale da far sembrare tutto irrilevante e  stupido: c’è questo senso di abnegazione alla vita, alla propria, intima e ineludibile radice, al proprio modo di essere, che spaventa, e che mostra una situazione di centratura tale da esserne invidiosi, anche se si tiene conto dell’angoscia, del dolore, della radicale solitudine che questo modo di essere comporta, perché essere così radicalmente sé stessi non risparmia nulla, ma anzi acuisce tutto, ma si ha anche l’impressione che sia l’unico modo in cui si possa vivere davvero.

Davvero vorrei essere in grado di trasmettere la sensazione di immensità, di quadratura che questo romanzo gigantesco (nelle dimensioni e nelle tematiche) lascia addosso, ed è proprio per questo che spero con tutto il cuore e tutta l’anima che venga ripubblicato (magari con un font più umano), perché c’è bisogno di esempi, anche fittizi, centrati in sé stessi, anche nei momenti di maggiore smarrimento personale, ma senza essere egocentrici o ignoranti del mondo che li circonda.

Sono uscita da questa lettura con un senso di benessere che ancora, dopo qualche mese, mi porto addosso, e con la voglia di avere i piedi ben piantati a terra, la testa alta e gli occhi attenti per vedere ciò che mi circonda dalla giusta prospettiva e un cuore pronto ad accettare tutto, e a battere intensamente per qualcosa che ne valga l’impegno. 

Ed è la cosa migliore che un libro possa lasciare.

(laChiara)