“La luna e sei soldi” (William Somerset Maugham)

“La luna e sei soldi” (William Somerset Maugham)

8 Settembre 2020 0 Di Gli Epicurei
Spulciando fra i polverosi volumi di incerta origine e variopinto genere di un bookcrossing trovo questo piccolo tesoro.
La luna e sei soldi, di William Somerset Maugham, non è in alcun modo la biografia, seppur romanzata, del controverso pittore Paul Gauguin, ma la storia di un personaggio nuovo di zecca, Charles Strickland, la cui vicenda ricalca quella del celebre artista e, come nel mito della caverna di Platone, è funzionale a farci comprendere il reale messaggio del libro.
Si tratta di una storia che parla della libertà dell’artista e dell’uomo in generale, la mercificazione dell’arte diventa quindi il simbolo della mercificazione della vita stessa.
Strickland abbandona la grigia e monotona vita londinese, abbandona lavoro, moglie e figli per gettarsi nella boheme parigina di inizio secolo, posseduto dal “daimon” di una genialità oppressa per troppo tempo.
Ovvi i parallelismi con la vita di Gauguin, ma si va oltre.
Attraverso il protagonista della vicenda, l’autore attua una feroce e compiaciuta critica alla società inglese del suo tempo, ad istituzioni come la famiglia, l’amicizia, l’amore.
Ma soprattutto è un’invettiva contro l’arte come oggetto concreto, da possedere, comprare o vendere.
L’arte è invece un atto unico e irripetibile, non a caso l’ultimo grande atto artistico di Strickland sarà ordinare la distruzione del suo ultimo, gigantesco dipinto.
Solo così l’opera d’arte verrà preservata dalla logica del profitto, dalla bramosia di un’umanità ormai incapace di vivere semplicemente con “la luna e sei soldi”.
(Francesca Maggi)