Esisteva un posto chiamato “Baraonda”

Esisteva un posto chiamato “Baraonda”

7 Settembre 2020 0 Di Gli Epicurei
Somewere, between the sacred silence and sleep
C’era una volta, tanto tempo fa, al Cinquale in provincia di Massa, una sala da ballo che si chiamava Baraonda, un luogo talmente mitico che ancora oggi non so se sia esistito veramente, o sia frutto della mia fantasia.
Il padrone di casa si chiamava Dome la Muerte, era una sorta di fratello minore di Alice Cooper e di professione faceva l’alchimista della musica rock.
Girava come un prestigiatore sulla consolle musica dei generi più disparati, canzoni che combaciavano e si compenetravano creando effetti lisergici.
I Rage Against the Machine si struggevano alla dolcezza di Because the night di Patti Smith, i CCCP chiaccheravano con i Metallica, ogni tanto faceva capolino un Lucio Dalla d’annata.
Una delle canzoni più potenti ascoltate, e ballate, in quelle sere era Toxicity dei System of a Dawn.
I SOAD sono un gruppo rock americano formato da quattro componenti, tutti discendenti di sopravvissuti al genocidio armeno e questa eredità culturale derivante dalle loro origini si percepisce spesso nei testi, ma soprattutto nella musica, nella quale le sonorità metal si fondono con armonie tipicamente medio-orientale, creando qualcosa di potente e davvero originale.
When i begun the sun
I shone life into the men’s heart
(Consiglio l’ascolto a volume altissimo).

(Francesca Maggi)