That’s life! Parte 1: Jiro Taniguchi (un’introduzione giapponese

That’s life! Parte 1: Jiro Taniguchi (un’introduzione giapponese

31 Agosto 2020 0 Di Gli Epicurei

Ho conosciuto l’opera (nello specifico, alcune storie de “L’uomo che cammina” e di “Gourmet”) di Jiro Taniguchi attraverso uno dei volumi di Repubblica sul fumetto che sono usciti in edicola un po’ di anni fa, e me ne sono innamorata. Non ho mai approfondito la conoscenza, anche se mi riprometto di farlo ogni volta che apro quel volume, o vedo altri suoi volumi in qualche fumetteria, e prima o poi lo farò, perché la sua voce mi ha irrevocabilmente sedotta, al di là delle vicende e delle non-vicende raccontate. Perché molti dei racconti del mangaka girano intorno a vuoti, ad azioni quotidiane, a piccolissimi eventi quasi impercettibili che però lui amplifica fino a farli diventare significativi nella maniera più assoluta.

In questi giorni vi parlerò di tre libri italiani che ho letto questa estate che mi hanno aiutato moltissimo a superare la stagione estiva, mia nemica mortale. Il fatto è che una voce alleata che ci parla con affetto di avvenimenti quotidiani o che affronta di petto e con semplicità temi con cui, prima o poi, andremo a confrontarci, è una cosa che rincuora e che aiuta moltissimo a mettere le cose nella giusta prospettiva: i tempi ostici arrivano, si sfogano e poi se ne vanno, quello che bisogna fare è temporeggiar con gli accidenti (per dirla con Machiavelli) e tenere botta, e alla fine va bene così.

Mi è piaciuto partire con una breve riflessione su Taniguchi perché, come ho detto in precedenza, la sua voce mi ha sedotta praticamente subito, e l’incanto che provo, ciclicamente o no, a rileggere e rivedere certe sue tavole a distanza di tempo è quell’incanto che mi ravviva il quotidiano e il mondo di fuori, un po’ come le favole per i bambini: leggo Jiro Taniguchi e vado a farmi una passeggiata o resto in casa e la sua poesia si riverbera su ciò che mi circonda e diventa fonte di meraviglia, ogni esperienza ritorna ad essere la prima, e questo provoca energia e al contempo ristoro.

E ci vediamo domani con il primo libro.

(laChiara)