Libri che potete leggere solo se ve li presto io: “Il mantello del vescovo” e “Meticci” di William Somerset Maugham

Chi mi conosce sa quanto ami William Somerset Maugham: smisuratamente. Per me anche la sua lista della spesa è un capolavoro, ed ogni volta che riesco a trovare qualcosa di suo (generalmente in qualche mercatino dell’usato) è un regalo corrispondente a dieci anni di vita, e anni di vita belli, di quelli pieni di soddisfazioni e di aspettative positive, quegli anni che scorrono lisci come binari, con il treno che ti culla dolcemente per andare in un posto meraviglioso. Tuttavia, è chiaro che, soprattutto se uno scrive uno sproposito, come ha fatto il nostro, non tutto è all’altezza, anzi, è molto probabile trovare dei momenti in cui è più il mestiere che l’ispirazione, più una certa meccanica della scrittura che l’entusiasmo per un soggetto, una trama, un qualcosa da dire.

Nella copertina de Il mantello del Vescovo c’è scritto che FORSE è il miglior romanzo di Maugham, ma non ci si avvicina neanche: è una storia abbastanza classica di una rincorsa all’ambizione e di un uomo manipolatore come pochi che alla fine ottiene quello che vuole giocando con le circostanze. Ovvero quello che il fan maughamiano come la sottoscritta desidera nel proprio intimo: grandi ideali sbeffeggiati e derisi, gente che punta a cambiare il mondo per poi adagiarsi nella propria mediocrità, tolleranza per le proprie ed altrui meschinità, una beffarda pietà per i patimenti piccoli e grandi che toccano all’essere umano. Che poi sono cose che si ritrovano anche in Meticci, ovvero due racconti dei Mari del Sud, uno dai toni cupissimi, l’altro molto più ironico, che parlano della difficoltà degli incroci e della mancanza di senso di appartenenza, che solo nel secondo trova una soluzione pacifica in una maliziosa strizzata d’occhio e una ironica intesa tra avversari.

E questo è quello che basta a me, che mi dà la sensazione della vita che sprizza vita dalle pagine e che mi placa, che mi fa sentire un autore amico e soprattutto alleato, spalleggiatore nella quotidianità, e soprattutto complice contro le sovrastrutture del mondo, contro coloro che sbraitano ciò che è giusto e ciò che non lo è, contro l’arroganza della morale e dei suoi propugnatori. E tutto questo sorridendo, perché anche le persone che ti danno sui nervi, e che vorrebbero avere un potere assoluto su di te e trasudano sicurezza in sé e nelle loro convinzioni, sono solo dei poveri sfigati, che oltretutto, molto probabilmente, Maugham neanche sanno chi sia.

(laChiara)

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