Memento mori

Memento mori

29 Giugno 2020 0 Di Gli Epicurei

Nuova scena.
È sera, ci troviamo sul ponte della nave, tutti stanno dormendo tranne “il Lesto” che, pensieroso, è appoggiato sul parapetto del ponte della nave di Barbascura.
Guarda pensieroso la luna che si riflette sulle acque.
Cosa ne sarà di lui?
Questa strana avventura dove lo porterà?
E il morbo, e la maledizione?
Tutte domande senza risposta.
Questo suo stato semionirico venne interrotto da un forte e caldo abbraccio che lo cinse dolcemente.
È confortante, è piacevole la voce profonda e sensuale di Barbascura.
Non riesci a dormire? Ti capisco, ti capisco.
È così che viviamo noi pirati, è la dura legge del mare, non puoi mai sapere quando Devi Jones verrà a saldare il conto e portati sul fondo del mare. È una vita di incertezze, un giorno sei vivo e ti diverti col rum e le donzelle, il giorno dopo puoi cadere dalla nave e morire fra i flutti. È una vita di totale incertezza, è la vita del disagio!
Ecco perché non può essere giudicato chi cerca conforto nel forte e caldo abbraccio di un uomo.
Spesso i giochi di ruolo offrono spunti narrativi sorprendenti.

(Lorenzo Maggi)