Il Narciso Pentito

Il Narciso Pentito

22 Giugno 2020 0 Di Gli Epicurei

Da Il Tirreno on-line. “..Ritrovato corpo di un uomo impigliato tra gli arbusti sulla sponda dell’Arno nell’ansa del fiume poco dopo il ponte della ferrovia, nel pomeriggio di oggi, domenica. L’uomo, riportato a riva dal nucleo sommozzatori dei Vigili del Fuoco, era privo di vita e non aveva con se documenti, le generalità sono quindi al momento ignote. Sul luogo oltre ai sommozzatori sono intervenuti anche i Carabinieri di Pisa a cui sono affidati gli accertamenti circa l’accaduto. La salma, secondo i primi riscontri, non presenterebbe segni di violenza. Tra le ipotesi della morte, non si esclude un gesto volontario della vittima..”

Percorrevo il ponte della fortezza da una vita, due volte al giorno, la mattina e la sera. Andata e ritorno, pensieri su come organizzare la giornata lavorativa e pensieri su come organizzare la cena. Neanche più ci facevo caso, salvo talvolta incantarmi davanti alla magia di un alba rossa che schermata da nuvole basse si rifletteva sulla superficie dell’acqua sottostante oppure a sera nell’ora del tramonto il gradiente di colori che dal blu scuro in alto sfumava nel rosso fuoco del sole che scompariva dietro l’orlo dei palazzi costellati dalle prime luci che si accendevano. Adesso non riesco più a ricordare quando sono riuscito a transitare l’ultima volta senza essere colto dalle vertigini. 

Da PisaToday. “..Pisa, domenica 20 settembre 2020 – Un corpo di un uomo con le braccia aperte e la testa riversa all’indietro che a tratti emergeva dalle acque del fiume Arno all’altezza del ponte ferroviario ha attirato l’attenzione di un residente della zona che stava portando a spasso il proprio cane. “all’inizio credevo fosse un manichino” – ha detto il testimone del ritrovamento – “poi quando ho capito che si trattava di un uomo, ho chiamato subito il 112”..” 

Da La Nazione on-line. “..Cadavere sulla sponda del fiume Arno. Il ritrovamento è avvenuto oggi in località la Cittadella, una zona isolata della città. E’ il corpo di un uomo in avanzato stato di decomposizione quello restituito dall’acqua. La morte risalirebbe a parecchi tempo fa. Secondo i primi accertamenti del medico legale si tratterebbe di un uomo di media corporatura sulla cinquantina. Le condizioni del cadavere indicano che il corpo sarebbe stato trascinato dalla corrente del fiume..”

Ne ho parlato solo una volta, a mia moglie, quasi minimizzando per non farla preoccupare. Non ho mai avuto, invece,  il coraggio di affrontare la questione con il medico per il timore di rimanere intrappolato nell’iter del trattamento psichiatrico che mi rifiutavo di intraprendere. Era questo un timore ma anche una autodifesa per contenere dentro di me questo fastidio lasciandogli solo un residuo spazio all’interno della mia testa senza che questo si ingigantisse, diventando ancora più reale una volta uscito allo scoperto. 

Da PisaToday. “..Sono partite intorno alle 17 le operazioni di recupero del corpo di un uomo, di età presunta intorno ai 50 anni, dal tratto di fiume sotto la ferrovia. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri e i Vigili del Fuoco che hanno provveduto a recuperare i resti dello sconosciuto. Resta ignota per adesso l’identità dell’uomo sulla quale stanno lavorando gli agenti della scientifica. (notizia in aggiornamento)..”

La tentazione di buttarmi di sotto era forte. Sulle prime cercavo di camminare sul bordo del marciapiede piu distante dal parapetto quasi a mettermi a distanza di sicurezza. Talvolta pensavo al contenuto dello zaino, documenti di lavoro, che si sarebbero rovinati al contatto con l’acqua. Dovevo favorire il diradamento di quelle nubi nella mia testa illuminandole con il contingente della realtà. Poi fu il turno delle scarpe nuove e del telefono, anche quello nuovo. Venne pure il tempo della ritualità; prima di iniziare la salita che conduce al ponte, la sigaretta, la telefonata ai miei, il ripasso mentale della formazione della finale del 20 maggio. Ben presto anche tutto questo venne assorbito nella routine rendendo necessaria l’adozione del pre-rito e del pre-pre-rito fino alla constatazione della disonorevole sconfitta nello scontro tra il me esterno ed il me più profondo che non si faceva ingannare con questi trucchetti da due soldi.  

Da Il Tirreno on-line. Pisa, lunedì 21 settembre 2020. “..Esattamente due settimane prima i residenti del palazzo Scotto avevano lanciato l’allarme per un uomo che era stato visto gettarsi nell’Arno da ponte della Fortezza. Sul posto erano giunte le forze dell’ordine che non avevano al momento registrato nessuna anomalia. Non è ancora chiaro se l’uomo il cui corpo è stato ritrovato ieri sia proprio colui che era stato visto gettarsi né se i due episodi siano o meno collegabili..”

Dopo diverse settimane, si rese necessario l’intervento dell’artiglieria pesante. Dovevo aggrapparmi a mio figlio, al bisogno che avrebbe potuto ancora avere la mia presenza nella sua vita. Al suo fianco, come in un iconoclastico trittico, le figure stanche dei miei anziani genitori che silenziosamente anelavano ancora un sorso di quell’unico loro figlio. Il momento della razionalità mi portò al’interpretazione analitica del perché: forse l’abuso del Lariam per i numerosi viaggi nelle zone affette da paludismo avevano creato un accumulo critico che aveva incrinato la mia stabilità. Non c’erano adeguati studi su effetti a lungo termine o su effetti ritardati, non poteva essere quella l’unica causa ma cosa poteva aver scatenato le vertigini, allora?

Da Il Tirreno on-line. Lunedì 21 settembre 2020. “..a Pietrasanta nelle settimane scorse era scomparso un uomo di 48 anni, E.F., del quale si era occupata anche una nota trasmissione di Rai3. Le caratteristiche fisiche dell’uomo corrisponderebbero a quelle del corpo rinvenuto ieri e non è escluso che si tratti della stessa persona. Saranno le successive verifiche a stabilirlo con certezza. Le indagini sono affidate ai Carabinieri che stanno portando avanti gli accertamenti di rito..”

Mi trovo al centro del ponte. Finalmente si sente un po’ di fresco serale che accompagnato all’inesorabile accorciamento delle giornate induce nel corpo e nella psiche la necessità del cambiamento delle abitudini. Non è così per me, non sarà così..non lo sarà più. Mi dondolo basculando sul parapetto con il ventre. Questa sera la luce bassa rende la superficie dell’acqua uno specchio che mi restituisce il mio mezzo busto. Alle mie spalle compaiono mio figlio e i miei genitori quasi volessero farmi da contrappeso per tirarmi saldamente sul marciapiede del ponte. Chiudo gli occhi e li riapro, ed ora in questo preciso momento non ci sono più. Nell’acqua tutto quello che c’è si specchia con me, solo con me, riflesso in una immagine che si anima di quello che anima me. Un Narciso che brama unirsi alla sua immagine riflessa rinnegando per sempre quella reale in bilico sul parapetto Mi lascio andare ancora un po’ più giù e poi il buio.

Da PisaToday. Martedì 22 settembre 2020. “..Le autorità confermano i sospetti emersi nella giornata di ieri. E’ proprio dell’uomo di Pietrasanta il corpo rinvenuto nel pomeriggio di domenica sulle sponde dell’Arno. Gli anziani genitori, che non hanno voluto rilasciare dichiarazioni, hanno lasciato l’obitorio in lacrime…”

E’ martedì sera, di questo fresco settembre. La mia giornata lavorativa è giunta al termine, do una ultima occhiata alla posta elettronica per vedere se l’editor ha accettato il lavoro e poi spengo il computer, esco dal dipartimento e mi incammino verso la stazione. Questa volta mi trovo il ponte alle spalle, l’immagine dei due genitori in lacrime, il dramma della perdita del figlio suicida ha sconfitto per una volta il me interno che chissà in quale caverna della mente ha trovato rifugio. So che tornerà a farsi vivo ma per questa sera l’ostacolo è superato e sereno posso progettare la mia cena.

(Massimo Guelfi)