Ci penserò

Ci penserò

12 Maggio 2020 0 Di Gli Epicurei

Per un certo periodo, non mi ricordo in quali circostanze,, ho frequentato una ragazza giapponese, che chiamerò Kimiko. Questa ragazza era tacchinata in maniera abbastanza spietata da un tipo, che per privacy chiamerò Giulio e che faceva parte del mio gruppo di amici di allora.
Kimiko era una ragazza tranquilla, pacata e sorridente, sulla ventina, la voce bassa e modi tanto aggraziati da fare invidia; legammo abbastanza subito parlando di Tanizaki, Musashi, del teatro Nō e altri argomenti, e io ero particolarmente avida di ricevere una prospettiva quotidiana di quella cultura che volevo smettesse di essere esotica.
Tra le mille cose che Kimiko mi raccontava del suo paese quella che mi ha colpito più di tutte è che opporre un rifiuto netto, in Giappone, è cosa sgradita all’etichetta e alla piena coscienza dell’altro che permea ogni rapporto sociale.
“E come si fa allora a dire di no?” chiedevo io “Capisco la cortesia, ma in certi casi opporre un rifiuto netto è necessario”
Kimiko rifletté un attimo e poi mi sorrise.
“È una questione di postura: quello che noi facciamo è dire ci penserò in modo talmente asciutto e assertivo che il messaggio arriva”
In quel momento fummo interrotte da Giulio, che chiese se volevamo bere qualcosa e che, mentre davamo le nostre risposte, si avvicinò a Kimiko in modo che lei, era evidente, non stava gradendo. Poi lui si allontanò.
“Ma voialtri siete proprio sicuri che il messaggio arrivi? E che arrivi a tutti?”
Kimiko sorrise.
“Riguardo a certi contesti e a certe culture, e forse anche a certe persone, sto cominciando ad avere dei dubbi”.

(laChiara)