Licantropo

Licantropo

3 Maggio 2020 0 Di Gli Epicurei

È una sera mite di prima estate e lui ha rimorchiato al pub questa tipa con gli occhioni da mantide che ora gli dice Scopiamo in macchina, e a lui non pare vero, perché è una notte di luna, e i peli, quei peli lunghi e morbidi e scuri che ha imparato a portare con eleganza dopo anni di complessi e prese in giro e esami piliferi, sono tutti sul chi vive, e lui adesso agli sfottò non ci pensa più perché a certe donne lui piace, e davanti a ogni dubbio e paura lui guarda la luna, e i peli diventano elettrici e sanno di mare e di boschi.

Che poi lui la ragazza se la voleva portare nell’appartamento e offrirle da bere eccetera, ma poi si era dovuto fermare a fare il pieno, e ancora aveva guardato la luna, e di nuovo i capelli gli si erano rizzati sulla testa un’altra volta fino a fargli male, e lui avrebbe voluto ululare a quella divina e magnifica e potentissima palla di luce riflessa di andarci piano, che tutto stava diventando talmente splendido da essere insostenibile, e mentre infilava la pompa lei si era leccata le labbra e lui si era versato un po’ di benzina addosso e poi, quando era rientrato in auto, aveva cercato un fazzolettino per pulirsi e in quel momento lei gli afferra la mano, la annusa e dice Scopiamo in macchina e a lui non pare vero, e quando lei aggiunge Come i ragazzini lui sogghigna e ha già in mente un posto, quel cortile vicino a una villa che gli sa tanto di Eyes wide shut, e quindi vi si dirige, mentre lei socchiude gli occhi e li rende ancora più mantidei e più languidi e più ambigui e più feroci e lui si immagina che lei sarebbe veramente capace di staccargli la testa dopo averlo scopato e ha il sospetto che ne varrebbe la pena, perché è una bellissima notte di luna e i suoi occhi sanno di luna e lui della luna ne è schiavo.

Anche nei periodi più depressi della sua vita, quando lui ancora non aveva riconosciuto la luna e quindi non aveva conosciuto il suo corpo, con le ragazze aveva sempre avuto una certa confidenza, perché, dicevano, condivideva il loro modo di sentire, e poi verso la tarda adolescenza il suo corpo si era rivelato pronto per la luna, e lui si era rivelato pronto per il suo corpo, e la sua mente finalmente si annebbiò e tutto prese la sua collocazione; e adesso lei si leva le scarpe e appoggia i piedi nudi sul cruscotto e poi apre la borsetta e tira fuori un flacone di profumo e se lo spruzza tra i seni e lo guarda e sorride il sorriso di una pianta carnivora e lui si chiede se anche lei come lui è una creatura strana e speciale, e intanto arriva allo spiazzo che ha già accolto tre macchine e la guarda senza dire niente, mentre lei si slaccia la cintura di sicurezza, si adagia sul sedile mostrando un po’ di più le cosce e si gratta la pianta del piede destro con l’alluce del sinistro.
E adesso?
Adesso mi faccio venire qualche idea.
Lei ride.
Le idee servono a illuderci di avere un potere su ciò che accade.
Poi lei si sfila il vestito, lui tira giù il sedile e si sfila i pantaloni e i boxer e la invita a cavalcarlo mentre dal parabrezza continua a osservare la luna.

(laChiara)