Affrontando le curve più dure

La vita – come un viaggio in motocicletta – può essere scomoda e riservare delle insidie, ma se si utilizzano calma e coraggio anche la meta più inaccessibile comparirà all’orizzonte.
(Robert M. Pirsing – Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta)

Quando ero ragazzina, una delle cose che adoravo erano le moto.
In realtà, di cose che mi piacevano ce n’erano tante, ma le moto avevano un posto particolare e soprattutto un profumo: quello della trasgressione. I miei genitori e soprattutto mia nonna (all’epoca vivevo con lei) odiavano i pantaloni e più di una volta sono uscita con i jeans nella borsa per non rischiare che mi bloccassero in casa. Figurarsi se avessero saputo dei miei giri in moto!! Trovare un posto per cambiarmi non era semplice, di solito lo facevo nel bar vicino alla scuola, e se cambiarmi non era possibile, correvo il rischio di farmi volare le gonne.
Mi piaceva la velocità: lo scorrere della strada, il vento tra i capelli, il parlare stretta a un ragazzo (quella era una cosa che assolutamente non si poteva fare!), come non potevo neanche pensare di guidarla, la moto. Sarebbe stato impossibile: nessuna delle mie amiche lo faceva. Studiavamo alla Scuola Magistrale retta da suore, eravamo future maestre, dovevamo avere un comportamento “impeccabile”, come ci diceva sempre Suor Francesca e la moto non avrebbe fatto di noi un esempio da seguire.
I ragazzi con cui andavo in moto erano gentili, un po’ diversi da quelli che avrei frequentato col tempo: uomini colti, politicizzati e progressisti, a volte persino noiosi nella loro intransigenza, ma nella realtà poco disponibili a mettere in discussione il loro potere di maschi. Erano, quelli, ragazzi che già lavoravano da tempo, avevano sogni e pensieri semplici e anch’io per loro rappresentavo la trasgressione.
In quegli anni uscì un libro che mi è molto caro: Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta di Robert M. Pirsig, una storia on the road ambientata in America: un viaggio in moto che raccontava di un’avventura anche della mente, un percorso tra i perché della vita, tra filosofia, religione, arte, tecnologia. Forse anche per me la moto faceva parte di un percorso, come per Robert Pirsig: rappresentava la possibilità di essere libera e di poter scegliere.
Ricordo che uno dei motivi per cui comprai questo libro, erano le parole di Platone che lo aprivano.

e ciò che è bene, Fedro,
e ciò che non è bene –
dobbiamo chiedere ad altri di dirci queste cose ?

(Elda Mattesini)

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