La Duna diesel

La Duna diesel

28 Aprile 2020 0 Di Gli Epicurei

Mio padre si decise ad acquistare un’automobile alla fine degli anni ’80, quando io ero in seconda media.
Un giorno, in maniera del tutto inaspettata, arrivò a casa con un orrido scatolone con le ruote, color grigio metallizzato ed iniziò per tutti noi la breve e funesta stagione delle gite domenicali.
La Duna veniva utilizzata quasi solo la domenica, partivamo dopo pranzo per far ritorno rigorosamente entro le 19.30 per scongiurare la malaugurata eventualità di pranzare o cenare fuori.
A quei tempi i motori diesel avevano bisogno di essere “riscaldati”, ovvero andavano accesi qualche istante prina della messa in moto.
Mio padre questa cosa la prendeva con religiosa serietà, accendendo il motore 15-20 minuti prima della partenza ammorbando l’aria di un industriale odore di morte.
Penso che tutto ciò servisse a prepararci a livello psicofisico a ci che ci attendeva.
La Duna era provvista di una sorta di moquette grigiastra all’interno delle portiere, a sua volta rivestita da una plastica protettiva che non sarebbe mai stata rimossa ma era invece intenzionalmente sprovvista di autoradio.
Nei lunghi tragitti eravamo infatti costretti ad ascoltare i lunghi sermoni di nostro padre che spaziavanol dai profitti derivanti dall’allevamento di lombrichi (ma questa è un’altra storia) allo snocciolare vita e opere di uomini (secondo lui) illustri.
(Fu in quelle occasioni che sviluppai il mio potentissimo super potere: la sordità selettiva).
Dundue, queste gite consistevano nel recarsi in qualche remoto avamposto della Lunigiana o della Garfagnana, senza mai fermarsi per un gelato, una foto o quant’altro.
Si arrivava in un paesino affogato nel niente, in una vallata solitaria, in qualche cima tempestosa e poi subito a casa.
Dopo qualche tempo io e mio fratello siamo riusciti astutamente e vigliaccatamenta a esimerci da queste piacevolezze e le gite dimenicali sono inesorabilmente terminate.
Ho sempre pensato che non avrei mai avuto nostalgia di quei tempi, invece a volte vorrei tornare su quella puzzelentissima Duna.
(O anche no…)

(Francesca Maggi)