Cibo per gatti e per umani intolleranti

Cibo per gatti e per umani intolleranti

23 Aprile 2020 0 Di Gli Epicurei

Ludovico è un uomo di 37 anni che ama la forma delle cose, degli animali, degli uomini.
Ora che ha finito di lavorare, se ne torna a casa soddisfatto e stanco. Sul frigo c’è la lista in ordine alfabetico delle cose da comprare. Di commestibile a casa ci sono i nuovi croccantini per i gatti che ha acquistato on line perché ha fatto una ricerca e ha scoperto che il cibo che acquistava al supermercato era privo di proteine animali: i suoi gatti mangiavano granturco e farine essiccate con un residuo dell’otto per cento di carne. Ludovico, che ama i suoi gatti e li tratta come figli, desidera che vivano il più a lungo possibile e bene. L’alimentazione è molto importante, non può badare a spese.
Il tardo pomeriggio trascorre sul divano con ricerche al portatile sugli alimenti transgenici e le possibili allergie. Quando è quasi ora di cena non sa cosa ordinare da mangiare. Dopo tutto non è una sfortuna che si sia impigrito fino al punto da non uscire a fare la spesa e di ricorrere agli ordini on line. Ludovico detesta cucinare, i piatti sporchi lo innervosiscono, lo gettano nello sconforto e li vorrebbe buttare nell’immondizia. Qualche volta, in passato, in preda alla disperazione, lo ha fatto. Mettere in ordine e sciacquare pentole e piatti sono due tra le cose che ritiene più mortificanti e che lo fanno decisamente incazzare. Ordina una pizza senza formaggio. Ludovico è intollerante al lattosio. Da qualche settimana si è convinto che ci sia una lista lunghissima di cibi che gli procurano allergie o intolleranze. Fa un’altra ricerca sul web e aggiorna la cartella “Note Importanti”, in particolare il file con l’elenco dei cibi con il più alto tasso di allergie e intolleranze. Nei giorni precedenti ha già buttato via le noci, le arachidi, il burro di arachidi e tutti gli alimenti che contengono anche solo poche tracce di soia. Gli ultimi attacchi di panico lo hanno sfinito. Difficoltà a respirare, nausea, spasmi alla mascella, sensazioni confuse e indefinibili alla lingua: tutto questo gli accade veramente, non crede di essere influenzato dalle sue ricerche come qualcuno gli dice. La pizza arriva, apre l’involucro, si ferma qualche istante a osservarla, sniffa a pieni polmoni, infine la cestina. Non si fida abbastanza.

(Dafne Munro)