La cascata trofica (liberamente ispirato da “alla fiera dell’est” ed altre immagini)

La cascata trofica (liberamente ispirato da “alla fiera dell’est” ed altre immagini)

19 Aprile 2020 0 Di Gli Epicurei

Fu mettendo in ordine la libreria che spuntò dalle retrovie dello scaffale quel libro dalla copertina verde con il dorso completamente ricoperto di polvere. Era un vecchio libro che mi fu regalato da un mio vecchio amico in un epoca che stento quasi a ricordare. L’aveva comprato alla fiera di Sligo forse per un mio compleanno o qualche altra ricorrenza ma dalla dedica sulla prima pagina non si riusciva a recuperare nessuna informazione sulla data. «Raggiunto l’apice della catena trofica l’uomo dopo aver desertificato tutto attorno a se, evolve in una nuova forma di cannibalismo fagocitando se stesso..». Così recitava quella dedica. Lasciai sul tappeto tutti gli altri libri ancora da ordinare e mi accucciai appoggiandomi con la schiena alla libreria ed iniziai a leggere:

«se la mia carne cibo ti sarà,

la mia pelle ti riscalderà

e sarà il mio fegato

che coraggio ti darà»

 – Ar Rannoù – 

“..In cima alla vetta del monte riuscimmo a vederla. Era solo da lassu che si sarebbero potute scorgere, avvolti in una florida distesa di vegetazione, sia i resti della città che quelli della miniera di cobaltite. Io e Thom avevamo trovato quella vechia mappa nella biblioteca di Price su cui era riportata la traccia di un sentiero che ci avrebbe condotto alla scoperta delle rovine della vecchia e dimenticata città di Clear Creek. C’era stato un periodo di grande floridità della città e di tutti i suoi abitanti. All’epoca, nel mondo che si sviluppava rapidamente, la corsa all’oro venne presto affiancata nell’immaginario collettivo dalla corsa ad altri metalli meno nobili ma che divennero ugualmente preziosi per la loro capacità di svolgere qualche ruolo ritenuto indispensabile per la tenuta del sistema economico di allora. Nei decenni successivi alla grande crisi petrolifera ci fu una massiccia corsa alla ricerca di fonti alternative talvolta erroneamente definite rinnovabili. Da anni le vecchie automobili con motore a scoppio erano state sostituite da veicoli elettrici e per la fabbricazione degli accumulatori, il cobalto divenne l’elemento più prezioso della terra. La presunta spinta ecologica si trasformò ben presto in un nuovo colonialismo per il controllo delle risorse strategiche e ancora una volta l’uomo, spinto da quella nuova ideologia, continuò con la stessa voracità ad esercitare in modo imperioso il suo essere onnivoro modificando e distruggendo tutto l’ambiente naturale della vallata in cui sorgeva l’antico villaggio di Clear Creek. Dell’antico bosco rimase ben poco e così ben presto tutto quello che era il frutto di secoli di aggiustamenti reversibili di adattamenti reciproci subì rapidamente una radicale trasformazione. Con le piante ad alto fusto ed il sottobosco scomparvero i castori ed altri roditori, i lupi le volpi si spostarono più a ovest e gli organismi bioriduttori iniziarono a scarseggiare e di conseguenza tutta la vegetazione si ritrasse dando inizio ad un processo di desertificazione. All’apice dello sviluppo della capacità estrattiva della mineria venne scoperta una seconda linea mineraria che portò alla luce un giacimento di glaucodoto. La natura poco remunerativa di questo minerale decretò la fine dei processi estrattivi, del fallimento della società ExtraCob e l’abbandono di tutta la vallata che non seppe più riconvertire se stessa in un economia di sussistenza come era stato in passato per secoli.

Lentamente la terra della vallata cominciò ad essere ripopolata dai lombrichi, questi la arricchirono di sostanze nutritive permettendo alle piante di ripopolare la vallata. Queste a loro volta richiamarono i roditori e con loro si avvicinarono di nuovo i lupi che li cacciavano ed assieme fertilizzarono nuovamente quella terra che si ricoprì nuovamente di vegetazione come in passato.

Ed era quello che stavamo osservando io e Thom dalla vetta del monte, finalmente avevamo ritrovato l’antica città perduta di Clear Creek ed è qui che iniziò la nostra avventura..”

(Massimo Guelfi)