Macellazioni

Quando penso al cibo penso al cannibalismo.
Ho provato almeno tre attacchi per affrontare il tema del mangiare, che Alessandra ha buttato lì praticamente con un sorriso, ma niente, mi sento molto a corto di argomenti.

Potrei parlare del fatto che vado al ristorante e mangio più o meno sempre le stesse cose, e che se è un posto che non conosco mi faccio consigliare dal cameriere, o potrei parlare di una signora con cui ho lavorato che era intrisa di cultura indiana e che una volta l’anno mangiava le peggio schifezze per non so quale rito, oppure dei nazivegani che ho conosciuto per cui il cibo è mezzo di evoluzione spirituale e allora si evolvono in superstronzi con il pallino dell’insoddisfazione di sé, ma niente, sono tutte cose insignificanti, rispetto al cannibalismo.

Una volta, quando avrò avuto otto o nove anni, ho visto uccidere e sventrare un coniglio, e la cosa mi fece una certa impressione; adesso, nei momenti più apocalittici della mia immaginazione, mi immagino mentre sgozzo e sventro un altro essere umano, magari secondo indicazioni kasher, per nutrirmene.
Dell’uccisione di quel coniglio, adesso, quel che mi torna in mente è stata l’assenza di un rito, di un cerimoniale, che contestualizzasse quell’uccisione e il conseguente sventramento: la cosa sera stata semplice e veloce, con il coniglio che veniva appeso a testa in giù, che si dibatteva, che poi moriva sgozzato e che veniva aperto e svuotato del suo interno. L’uccisore era il nonno di una ragazzina che non vedo da decenni, ma che all’epoca era abbastanza amica mia, e c’era anche lei, e sorrideva, mentre io mi sentivo mortalmente (e con una buona dose di ipocrisia travestita da innocenza) a disagio. Naturalmente, quando lei aveva detto Vieni che ti faccio vedere mio nonno che fa una cosa, non avevo minimamente immaginato a cosa avrei assistito.

E ora mi viene in mente che gli insetti saranno la carne del futuro, e che io non mangio carne da circa una quindicina d’anni. Il pesce sì, soprattutto i molluschi e i frutti di mare, ma la carne no, ergo non so come si porrà la questione per me, che bypasso l’insetto e cerco di abituarmi all’idea di mangiare un mio simile.
Magari vegano.
Vedremo.

(laChiara)

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