I mangiatori di patate (Vincent van Gogh)

I mangiatori di patate (Vincent van Gogh)

17 Aprile 2020 0 Di Gli Epicurei

Un contadino è più vero coi suoi abiti di fustagno tra i campi, che quando va a Messa la domenica con una sorta di abito da società. Analogamente ritengo sia errato dare a un quadro di contadini una sorta di superficie liscia e convenzionale. Se un quadro di contadini sa di pancetta, fumo, vapori che si levano dalle patate bollenti – va bene, non è malsano; se una stalla sa di concime – va bene, è giusto che tale sia l’odore di stalla; se un campo sa di grano maturo, patate, guano o concime – va benone, soprattutto per gente di città
(Vincent Van Gogh in una lettera al fratello Theo)

Ho voluto, lavorando, far capire che questa povera gente, che alla luce di una lampada mangia patate servendosi dal piatto con le mani, ha zappato essa stessa la terra dove quelle patate sono cresciute; il quadro, dunque, evoca il lavoro manuale e lascia intendere che quei contadini hanno onestamente meritato di mangiare ciò che mangiano. Non vorrei assolutamente che tutti si limitassero a trovarlo bello e pregevole.
(Vincent Van Gogh in una lettera al fratello Theo)

Quest’opera (olio su tela, Amsterdam, Van Gogh Museum) fu dipinta alla fine del 1885 quando Vincent aveva 32 anni. È frutto di molti studi preliminari: schizzi di teste e figure di contadini, di mani, di oggetti presenti nella raffigurazione dell’ambiente. I colori sono scuri e sporchi.
E’ un’opera realista, molto diversa dall’ambiente rappresentato da pittori come Millet e Jozef Israels che dipinsero soggetti simili, ma che ne davano un’interpretazione romantica. Van Gogh ebbe sempre molto interesse con quelli che lui definiva “i grezzi, gli ignoranti, gli incivili.”
Al centro della composizione è presente una famiglia di contadini che, dopo aver trascorso la giornata a lavorare duramente nei campi, si riunisce intorno a un tavolo, per consumare la cena in una povera stanza illuminata da una luce a petrolio appesa al soffitto che mette in risalto soprattutto i volti e le mani.
Un’anziana donna versa il caffè nelle tazzine, mentre l’uomo alla sua destra, ha in mano una patata; mentre la donna a sinistra intinge la forchetta nel vassoio. Lo sguardo della donna è rivolto verso l’uomo accanto a lei, i cui lineamenti sono imbruttiti dalla fatica e dalla povertà. ln primo piano, una bambina, di spalle ( si ipotizza che l’autore, nascondendone il volto, abbia voluto «salvarla» dal destino che si trova davanti).
Gli sguardi sono sfuggenti e non si incrociano.

(Elda Mattesini)