BANG!

BANG!

6 Aprile 2020 0 Di Gli Epicurei

Il Trailer del Processo di Orson Welles. Anthony Perkins e Jeanne Moreau, semplicemente perfetti in quel ruolo. Lo vidi che ero alle elementari in quel periodo di iniziazione al cinema che mio padre ritenne essenziale per la mia formazione. Non esiste per me tortura più sottile e subdola della sensazione di sentirmi in ostaggio. Succedeva con mio padre, succede tutte le volte che devo fare i conti con tutto ciò che è rigido. Il mio robusto senso di inadeguatezza va a nozze con i posti di blocco, i divieti, le regole, i fascicoli di norme e adesso non posso davvero sfuggire a tutto questo. La disubbidienza involontaria in regime di pandemia è punita con una brutalità che mi inorridisce. Sopraffatta dalla stanchezza di un giorno che non finisce più , bruco nello stato di crisalide che non può uscire dal suo bozzolo per decreto, questa notte di fine marzo duemilaventi ho finto di non essere affetta da ansia psicopatologica e sono andata a letto tardi. La sveglia ha ripetuto il suo richiamo tre volte. Sono le dieci e mezzo di mattina del primo di Aprile. Il pesce di aprile che abbia mai temuto di più nella mia vita. Ho scaldato il latte e preparato il caffè. I biscotti non sono i miei preferiti da un po’, pazienza. Mi collego al sito dell’Inps, sono pronta: ho annotato su un foglio di taccuino tutti i codici identificativi che mi riguardano, c’è tutto. Numero assistenza clienti, Codice Pin, spid, le varie password d’accesso, codice fiscale, numero partita Iva, Iban, dati anagrafici, domicilio, indirizzo di residenza e di nascita che non coincidono. Sono nomade di natura, non solo per sopravvivenza. Anche il mio nome ci ho scarabocchiato, caso mai mi venisse un’amnesia sul più bello e lo dimenticassi. Sono questo adesso, una sequenza di numeri, un problema da risolvere, una scocciatura per l’operatore che mi prenderà a carico se mi si pianta tutto, sempre che riesca a prendere la linea. Ma stamani sono ottimista, andrà tutto per il meglio. Si apre la schermata. Non resterà niente di quel bonus, è già speso in affitto e spese fisse, ma è come i biscotti, è qualcosa. Ne precetto il gusto e mando giù. Aspetta, sto procedendo. Devo solo riempire alcuni spazi, ci metto del tempo. Sì quello è il mio numero di cellulare, ma voglio riscriverlo di nuovo, dargli una sorta di freschezza. Controllo i dati anagrafici: leggo che mi chiamo Luciano , no, non sono io, ci riprovo, adesso Marco. Adesso sono Marco. La pagina sta caricando, le do fiducia. Dai che le cose si risolvono, dai, che tutto andrà bene. È stata una sovrapposizione temporanea e innocua. Cose che succedono. Torno indietro sulla Home e intanto che carica la pagina, trovo su facebook che Luciano è un giovane infermiere di Torre del Greco, in primo piano una foto mentre brinda con il boccale di birra ,colmo fino all’orlo di schiuma. No niente, è tutto bloccato. Sono in balia di un sistema che non funziona. Gli orchestrali suonano a caso senza partitura ognuno il loro pezzo ed io sono seduta in mezzo al frastuono senza lo strumento in mano. Quanto vive una farfalla? Da poche ore a otto mesi. Dipende dalla specie. Lo stadio che passa da bruco in media è più lungo , può arrivare fino a tre anni. Io non lo so ancora che farfalla sarò. Mi agito dentro al bozzolo e non so di me altro che quello che provo. Sento il sole che entra dalla finestra e vorrei solo essere già uscita, agitare le ali, tentare il volo, ma sto ancora dentro la crisalide vischiosa di questo pasticcio. La pagina è scaduta. Tutto da ripetere. Adesso trovo posto dentro a un film di Bunuel : Diario di una cameriera. Minuto 8 e 40 secondi circa. L’ho già vista, Jeanne Moreau/ Celestine arrivare da Parigi , alla volta di raggiungere la tenuta di campagna dove prenderà servizio, con quel suo broncio naturale e altezzoso così bello, malgrado la sua posizione di subordinata. Non dimentico nemmeno lo sguardo carnale e diffidente di Joseph che la fissa mentre riannoda lo stivaletto, incaricato dalla Signora di andarla a prendere alla stazione e consegnarla al suo destino. Ecco la famiglia e i suoi vizi. Immediata simpatia per il vecchio che pare un innocuo feticista, perchè sembra gentile e rassicurante, solo fino a quando vorrà dare una lezione di vita al genero nullafacente, cercherà una farfalla, la inquadrerà nel mirino e centrandola le sparerà. Io poi sono riuscita ad inoltrare la domanda, ma quello che mi fa male è una vecchia ferita condensata ancora tutta lì, nel fermo immagine di quell’istante di farfalla inconsapevole del mondo che le si schiaccia addosso e fa BANG !

(Samanta Tommasi)