Note di colori

Note di colori

25 Marzo 2020 0 Di Gli Epicurei

Sinestesia, vale a dire la capacità di percepire il mondo senza barriere tra i sensi. Per esempio, potreste annusare un odore e percepirlo colorato: sentire l’odore dell’erba e vedere un azzurro che sa di pulito. Non perché il profumo dell’erba vi fa venire in mente il colore azzurro, ma perché la vostra mente conosce quell’odore come azzurro. E queste interferenze sensoriali non vengono innescate soltanto dall’olfatto, ma coinvolgono anche altre percezioni, ad esempio i suoni. 

Per la maggior parte di noi, però, la sinestesia non è un modo congenito di conoscere il mondo, ma è semplicemente frutto di accostamenti più o meno automatici, legati magari a esperienze del nostro passato, di modo che un colore ci rimanda a un sapore, a un odore, a un suono, per semplice associazione di idee. Una sinestesia annacquata, insomma.

In poesia, gli accostamenti di concetti o aggettivi apparentemente non omogenei è da sempre uno stratagemma efficacissimo. Mi viene in mente la celebre Vocali di Rimbaud, che stabilisce una prima coessenzialità tra colori e lettere: 

A nera, E bianca, I rossa, U verde, O blu: vocali,

Io dirò un giorno le vostre nascite latenti:

A, nero corsetto villoso di mosche splendenti

Che ronzano intorno a crudeli fetori,

Golfi d’ombra; E, candori di vapori e tende,

Lance di fieri ghiacciai, bianchi re, brividi d’umbelle;

I, porpora, sangue sputato, risata di belle labbra

Nella collera o nelle ubriachezze penitenti.

Nel mio caso, il senso che più “comunica” con altri è l’udito. Suoni e composizioni musicali nella mia mente sono quasi sempre associati a colori. Una sinfonia di colori. Debussy è blu, quasi sempre; Britten è una sfumatura indefinita tra il grigio e il color petrolio. Altri compositori sono colori diversi, a seconda del brano; a volte, come nel caso dell’Ouverture 1812 di Tchaikovsky, i colori che visualizzo sono più d’uno, un bouquet di note colorate, che culminano in un’esplosione. 

Trattandosi di un brano commissionato all’autore per rievocare la campagna napoleonica in Russia, e celebrare la vittoria russa sulle armate francesi, i colori che saltano alla mente sono quelli delle bandiere dei due paesi, bianco blu e rosso. Ma siccome associo questa composizione anche al film V per Vendetta, nel quale il brano è stato usato come colonna sonora del primo e dell’ultimo attentato di V alle istituzioni del Fuoco Norreno, ecco che vedo il bianco della maschera e il rosso della V su uno sfondo nero di pece. E negli ultimi secondi, quando l’inno francese e l’inno zarista si sovrappongono, tutti i colori esplodono in una serie di fuochi d’artificio, come quando Evie e innumerevoli figure mascherate guardano saltare in aria il Parlamento. 

(Alessandra Ghilardi)