Tra il bianco e il nero

Tra il bianco e il nero

22 Marzo 2020 0 Di Gli Epicurei

Giorno 260 di isolamento su Mimas. Da mesi ho interrotto le comunicazioni con i miei cari sulla Terra. All’inizio provavo a scrivere qualcosa che veniva successivamente fagocitato dal cursore restituendomi nel suo movimento a ritroso uno schermo bianco e lasciandomi ipnotizzato a fissare il ritmo della stanghetta nera. Ora non ci provo neanche più. Dopo il primo, il secondo, il terzo messaggio a cui non ho risposto ho smesso di contarli, e si sono affastellati a creare una montagna non più scalabile. È come se il senso di colpa del distacco fosse stato inghiottito dal motivo stesso della missione. L’isolamento ha fatto cadere la maschera dell’egoismo e la frattura tra l’io terrestre e quello disperso nello spazio avesse reso irreversibile il contrasto rendendo inesistente il contorno della zona di confine tra i due me.
Quando fu dato l’annuncio della scoperta di un pianeta nel sistema binario RB nel cuore della costellazione del cigno la potenza di calcolo era troppo bassa e lo studio del moto del pianeta venne abbandonato. I due soli avevano età diverse e le luci emesse cadevano nelle due regioni opposte dello spettro visibile apparendoci l’uno rosso e l’altro blu. Dopo la costruzione della stazione spaziale su Mimas saremmo stati in grado di raccogliere dati per riprendere lo studio del pianeta scoperto alcuni anni prima.
Il giorno della mia partenza dalla Terra non ho salutato nessuno. Il mio reclutamento deve essere sembrato la fuga che in realtà era, la curiosità era il motore e il desiderio di isolamento il carburante che lo alimentava. L’unico modo di onorare la solitudine perseguita erano lo studio e la ricerca dei parametri ottimali ed i risultati non tardarono ad arrivare.
Il fenomeno sorprendente è quello dalla variazione continua dei colori emessi della superficie del pianeta. Dopo lunghe osservazioni sono riuscito a mettere in relazione il colore e la posizione relativa ai due soli che lo illuminano con luci diverse restituendone una superficie cangiante con il ritmo delle sue stagioni. Il risultato a cui sono giunto è che la sua traiettoria è una lemniscata asimmetrica attorno ai due soli R e B. In modo alternato risente dell’attrazione gravitazionale delle due stelle che con reciproca oscillazione si lasciano il testimone del singolare pianeta in una danza di movimenti concertata che ritmicamente rispetta la chiusura della curva sempre su se stessa.
Adesso dopo tutti questi giorni e tutti i colori analizzati mi trovo ancora davanti a questo schermo bianco con la stanghetta nera come se nulla fosse cambiato. L’immobilismo dell’inizio e la rotazione vorticosa del mio lavoro con tutti quei colori hanno prodotto esattamente lo stesso risultato. Il mio lavoro qui è terminato, è tempo di abbandonare la stazione su Mimas è tempo di tornare su un altro pianeta colorato, è tempo di scalare quella montagna, è tempo di fuggire dalla fuga.