Da “Paint it Black” a “Escape from Black”

Da “Paint it Black” a “Escape from Black”

21 Marzo 2020 1 Di Gli Epicurei

Ho cominciato ad amare il nero verso i 15 anni, e adesso che ne ho 40 (li farò a Settembre) sto cercando di uscire da quel colore. O meglio da quel non colore, ma dal modo di essere che collego a quel colore; una modo di essere, e quindi di vivere, che adesso mi soffoca, e mi fa sentire priva di fantasia.
Ed è un’impresa.

Il nero, secondo la psicologia, evoca potere, controllo, autocontrollo e mistero. E adesso il mistero non mi attira più perché preferisco l’occulto, e il controllo mi fa mancare l’aria, l’autocontrollo mi appare come una versione triste e fiacca della più nobile autodisciplina e il potere non mi interessa a meno che non sia quello che ho su di me. Anche l’anticonformismo, altra caratteristica affibbiata a chi veste di nero, ha perso ogni attrattiva: io sono io e il mondo è il mondo, e va bene così e il resto è un orpello scemo, come ogni ostentazione dell’ovvio.

Al momento le mie spese colorate sono una maglietta color salmone, due paia di pantaloni non neri, tre ponchi (uno rosso, uno blu-grigio e uno color petrolio), una camicia a fiori e tre smalti di colori pastello (per gli smalti ho un sacco di sfumature di rossi). Ho comprato tutto ciò con imbarazzo, addirittura una certa ansia, e sono un po’ inquieta (ma curiosa) all’idea di indossarli; d’altro canto, ho deciso che le scarpe invernali/autunnali/primaverili saranno sempre nere, mentre per quelle estive (ovvero sandali e sneakers) vedremo.

Il fatto che l’uscire dal nero mi spaventi la dice lunga sulla necessità di questo processo e su quanto il rapporto con questo non colore mi abbia condizionata in molto aspetti della mia vita.

E mi fa strano pensare al mio rapporto con un colore come a un matrimonio di quelli stanchi ma comodi, che potrebbero andare avanti solo per abitudine, ma limitanti da morire. Perché sì, potrei continuare a vestirmi di nero e a girottolare per i negozi cercando roba nera da indossare, potrei andare avanti come sono sempre andata, ma non mi va. Il nero è stato un buon compagno, per certi versi lo è tutt’ora, ma, poco da dire, ho bisogno di altre luci o di altri giochi di luce, di altri di quegli inganni agli occhi che sono i colori.
Non ho mai pensato all’abbandono di un colore come un’uscita dalla celeberrima zona di comfort, ma un primo passo è stato fatto.

E che l’esplorazione continui.

(laChiara)