Rifare il letto

Rifare il letto

9 Marzo 2020 0 Di Gli Epicurei

“Fare e disfare è sempre lavorare” dice il proverbio.
Sono ancora al calduccio sotto le coperte in questa piovosa e freddina mattinata di marzo e la prima cosa che mi evoca la parola “rifare” è, banalmemte, rifare il letto.
Ecco, credo che fondamentalmente le persone si dividano in due macro-categorie: coloro che si rifanno il letto subito al mattino e quelli invece che lo lasciano beatemente disfatto per tutto il giorno.
Certamente rifarsi il letto al mattino può essere d’aiuto per affrontare la giornata con un certo senso di rigore, dal mio punto di vista invece, il non voler rifare subito il letto non è tanto il segno di sciatteria o pigrizia, ma l’involontario adererire ad un rituale inconsapevole.
Tutte le mattine appena sveglia indugio ancora un po’ nel letto alla ricerca di sogni e segni notturni poi mi alzo e faccio colazione con mia figlia.
Dopodiché torno un pochino a letto per ritrovarvi calore e odori familiari.
Mi accorgo poi che è tardissimo, con un guizzo apro tutte le finestre di casa e butto fuori coperte e lenzuola, per far respirare il letto, amico notturno, come fosse una cosa viva.
(Pare sia una pratica piuttosto salutare).
La tentazione sarebbe di partire così, con le finestre aperte e le coperte affacciate, quasi a salutarmi.
Però poi rientro in casa e faccio il letto, lo rifaccio, lo faccio meglio.
Chiudo tutto a chiave.
E Amen.

Francesca Maggi