Niente da leggere: Il Blocco del Lettore

Niente da leggere: Il Blocco del Lettore

22 Febbraio 2020 0 Di Gli Epicurei

Ho più di duemila libri in casa e circa un centinaio di ebook e non ho niente da leggere.
Che poi, in realtà, il problema è estremamente semplice: dal mese di gennaio, su otto libri che ho preso in mano ne ho interrotti due, un terzo l’ho letto molto per modo di dire, un quarto mi è piaciuto ma un po’ sotto le aspettative e in mezzo allo sfacelo dei precedenti tre, il che ha abbassato molto l’entusiasmo e un quinto l’ho trovato interessante ma datato, e nel contesto generale è stato deprimentissimo. E adesso mi sono arenata, ovvero non mi basta avere un buon libro da leggere, ma ci vuole qualcosa si assolutamente spettacolare dal punto di vista emotivo e al contempo godibile come non so che, perché sto leggendo un libro veramente bello ma che costa un certo sforzo in termini di attenzione, e mi rendo conto che invece quello che devo fare è ricaricarmi le batterie.
E allora non resta che prendere in esame tutte le possibilità:

Opzione 1 – Gli elisir con i superpoteri: Maugham e Kosinski e Claro e Teulé
Ovviamente da leggere in italiano, il che vuol dire che mi è rimasto un solo libro nuovo (purtroppo i bagordi maughamiani della fine dell’anno scorso hanno portato a delle nefaste conseguenze), oppure potrei rileggere per l’ennesima volta Il filo del rasoio, Il velo dipinto o qualche racconto preso a caso. Tuttavia mi rendo conto di aver bisogno di roba fresca, ergo la soluzione sarebbe l’ultimo Maugham tradotto che mi è rimasto, ma in verità non me la sento di sprecarlo per rimediare a una banale serie di libri sfortunati. Maugham è per quei momenti in cui la vita ti mette alla prova o per delle estati particolarmente afose.
Lo stesso discorso vale per Claro e Kosinski; Jean Teulé, che è stato l’amore del 2019, è messo un po’ meglio (tre libri in italiano, unpo in inglese, uno sproposito in francese), e lui me lo potrei anche giocare.

Opzione 2: Un doppio Percival carpiato, il Partiarca in vacanza, Colin Wilson delle mie brame, StAubyn dal sorrisetto perfido.
Di Percival Everett ho molto più materiale tradotto da leggere, pertanto potrebbe essere un’opzione più papabile di Maugham, che invece scarseggia; Io non sono Sidney Poitiers, oltretutto, potrebbe vantare dalla sua abbastanza corrosività da mandare su di giri. Che poi, diciamolo fuori dai denti, quelli di Everett (Quanto blu) e Patriarca (L’amore per nessuno) sono stati i due libri notevoli che ho letto in questo scampolo di 2020, ergo anche Tropicario italiano, o Leopardi e l’invenzione della moda potrebbero essere titoli papabili per tirarmi su di morale. Di Colin Wilson ho ancora due libri in canna, il che mi permette di giocarmela ma senza troppo agio, e lo stesso per il magnifico Edward.

Opzione 3: Il libro che ha dato origine al film che avrei voluto tanto vedere ma che ne hanno parlato talmente tanto che mi è venuta voglia di vomitare.
Ovvero Il cielo in gabbia di Christine Leunens, da cui è stato liberamente tratto Jojo Rabbit. ma non so, ho la vaga idea che il chiacchiericcio intorno al film mi abbia guastato anche il libro. A prescindere dalla fascetta, finita nel cestino della carta al momento dell’acquisto, a dicembre.

Opzione 4: Le certezze: Goliarda che tutto può, il Don dalle trame ciccie, Kurt e il catastrofismo ottimista, Joyce che mi fa sentire coccolata, Adrian dalle storie assurde.
Goliarda Sapienza, un nome, una garanzia, o il Don Winslow più cazzone, ovvero quello del surf, o le Galapagos di Vonnegut o Oates e le sue ossessività, o Adrian Bravi che semplicemente REGNA. So che con loro cascherò molto sul sicuro, sebbene i cuscini siano diversissimi. Resta da vedere dove potrei orientarmi.

Opzione 5: E ora qualcosa di completamente diverso.
Nel senso un autore che non ho mai letto, e ne ho a bizzeffe. Tuttavia lo escludo, perché un altro libro sbagliato e potrei perdere ancora più motivazione.

Ok. Adesso che abbiamo resettato il giusto atteggiamento, vediamo cosa possiamo leggere.